20 Gennaio 2026

Cosa sognano gli animali? Quando il sonno diventa una finestra sulla loro mente

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Cosa sognano gli animali? Quando il sonno diventa una finestra sulla loro mente

Un cane che guaisce nel sonno, le zampe che si muovono come in una corsa immaginaria. Un gatto che sobbalza, le vibrisse tese, gli occhi che fremono sotto le palpebre chiuse. Scene familiari, spesso liquidate con un sorriso e una battuta: “starà sognando”. Ma la domanda è tutt’altro che banale. Gli animali sognano davvero? E se sì, cosa sognano?

Negli ultimi decenni, la scienza ha iniziato a fornire risposte sempre più precise, smontando l’idea che il sogno sia un’esclusiva umana. Le ricerche sul sonno animale mostrano che molte specie condividono con noi le stesse fasi del sonno, inclusa la più misteriosa: la fase REM (Rapid Eye Movement), quella in cui negli esseri umani si concentrano i sogni più vividi.

Il sogno non è solo umano

Studi neuroscientifici hanno dimostrato che mammiferi e uccelli presentano schemi cerebrali durante il sonno sorprendentemente simili a quelli umani. Durante la fase REM, il cervello è attivo quasi quanto da sveglio, mentre il corpo resta immobile: una condizione che sembra fatta apposta per “vivere” esperienze senza muoversi.

Nei cani, ad esempio, le aree cerebrali legate alla memoria e all’apprendimento si attivano nel sonno REM. È plausibile, dunque, che sognino attività quotidiane: una passeggiata, un gioco, un incontro. Non scene simboliche o narrative complesse, come nei sogni umani, ma frammenti di vita reale rielaborati dal cervello.

Sogni su misura della specie

“Dimmi che animale sei e ti dirò cosa sogni”. È una semplificazione, ma rende l’idea. Secondo molti etologi, il contenuto dei sogni sarebbe legato alle esperienze fondamentali per la sopravvivenza di ogni specie.

  • I predatori, come cani e gatti, potrebbero sognare inseguimenti, caccia, movimenti rapidi.
  • Le prede, come conigli o cervi, mostrano nel sonno segnali di allerta, suggerendo sogni legati alla fuga o al pericolo.
  • Gli uccelli, in particolare quelli canori, sembrano “ripassare” nel sonno i canti appresi durante il giorno, come se il sogno fosse una palestra invisibile per la memoria.

Uno studio su ratti da laboratorio ha mostrato che i neuroni attivati durante un percorso in un labirinto si riattivano durante il sonno, nello stesso ordine. Un indizio potente: gli animali rivivono le esperienze vissute, almeno a livello neurale.

Emozioni, memoria e sogni

Se gli animali sognano, provano anche emozioni nei sogni? La risposta più onesta è: probabilmente sì, ma in modo diverso dal nostro. La scienza concorda su un punto: il sogno animale non è fantasia astratta, ma elaborazione emotiva e mnemonica.

Questo apre una riflessione più ampia sul loro mondo interiore. Sognare significa avere memoria, apprendimento, forse persino una forma di immaginazione. Non nel senso umano del termine, ma come capacità di rielaborare il vissuto. È un ulteriore tassello che rafforza l’idea degli animali come esseri senzienti, non semplici automi guidati dall’istinto.

E i sogni “brutti”?

Chi vive con un animale ha notato episodi di agitazione notturna: lamenti, tremori, risvegli improvvisi. Anche qui la scienza invita alla cautela, ma ammette che esperienze stressanti o traumatiche possono influenzare il sonno. Nei cani adottati dopo maltrattamenti, ad esempio, sono stati osservati disturbi del sonno simili a quelli umani, con comportamenti compatibili con incubi.

Un mistero che ci riguarda da vicino

Capire cosa sognano gli animali non è solo una curiosità scientifica. È una domanda che tocca il nostro rapporto con loro. Riconoscere che anche nel sonno continuano a “vivere” esperienze, emozioni e ricordi ci obbliga a riconsiderare il loro ruolo: non comparse silenziose della nostra vita, ma individui con una mente complessa.

Forse non sapremo mai esattamente cosa vede un cane quando corre nel sonno o cosa insegue un gatto nei suoi sogni. Ma una cosa è certa: anche quando dormono, gli animali non smettono di essere profondamente vivi. E questo, oggi, la scienza non lo considera più solo una suggestione.

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