28 Gennaio 2026

Frane in Italia: oltre 600mila i fenomeni censiti. Emergenza diffusa e aumento delle aree a rischio

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Frane in Italia: oltre 600mila i fenomeni censiti. Emergenza diffusa e aumento delle aree a rischio

L’Italia è tra i Paesi europei più esposti al rischio di frane e dissesto idrogeologico, con una situazione che negli ultimi anni ha mostrato segnali di peggioramento, sia per l’estensione delle aree vulnerabili sia per il numero di persone e beni potenzialmente coinvolti. I dati più recenti, elaborati da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e disponibili anche attraverso la piattaforma nazionale IdroGEO, delineano un quadro preoccupante che lega fattori naturali e pressioni antropiche sui territori. 

Oltre 636.000 frane censite sul territorio nazionale

Secondo l’aggiornamento dell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI), realizzato da ISPRA in collaborazione con Regioni, Province autonome e ARPA, sono oltre 636.000 i fenomeni franosi censiti tra il 1116 e il 2025. Queste frane interessano un’area complessiva di oltre 25.100 km², pari circa all’8,3% del territorio nazionale. 

In termini di rischio attuale, circa 5,7 milioni di abitanti vivono in zone classificate come suscettibili di frana, con una quota significativa che risiede in aree a pericolosità elevata o molto elevata (classi PAI P3 e P4). In queste zone sono presenti centinaia di migliaia di edifici, famiglie e attività produttive potenzialmente vulnerabili ai movimenti franosi. 

Questi numeri non sono statici: a causa di una migliore definizione delle mappe di rischio e di una maggiore granularità delle analisi, la superficie italiana a rischio frane è aumentata del 15% dal 2021 al 2024, passando da circa 55.400 km² a quasi 69.500 km². 

Il rischio frane nel contesto delle emergenze naturali

L’Italia affronta una combinazione difficoltosa di fenomeni naturali legati al clima, alla geologia e all’uso del suolo. Le stagioni di piogge intense e gli eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti con i cambiamenti climatici, possono incrementare la probabilità di frane e smottamenti, come testimoniano casi recenti di dissesto in varie regioni. 

Questa condizione di fragilità idrogeologica non riguarda solo i pendii montani o collinari: anche aree a media quota e versanti urbani sono vulnerabili se sottoposti a precipitazioni eccezionali o a modifiche del terreno. Per questo ISPRA e altri enti pubblicano periodicamente i Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) e aggiornano le mappe di rischio tramite piattaforme come IdroGEO, consultabili anche da cittadini e amministrazioni per orientare scelte di pianificazione territoriale e prevenzione. 

Il dissesto idrogeologico non è solo una questione ambientale: ha effetti concreti sulla vita delle comunità. Le aree a maggiore rischio franoso includono un milione e più di residenti nelle zone ad alta pericolosità, con centinaia di migliaia di edifici e attività economiche esposte. Il rischio non riguarda solo abitazioni private, ma anche beni culturali, infrastrutture e servizi ai cittadini, rendendo la prevenzione e la gestione del territorio una priorità per le istituzioni. 

Foto generica tratta da https://soil4life.eu/news/l8-del-territorio-italiano-e-minacciato-dalle-frane/

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