In Campania, un territorio segnato per decenni dall’emergenza ambientale della Terra dei Fuochi, la transizione ecologica sta assumendo forme concrete, che vanno dalla bonifica dei siti contaminati allo sviluppo di energie pulite e progetti di comunità energetiche. Piccoli centri, associazioni ambientaliste e imprese locali stanno trasformando in proposte positive anni di degrado ambientale e sociale, dando vita a modelli alternativi di sviluppo sostenibile.
Dalle emergenze alla mappatura del degrado ambientale
La “Terra dei Fuochi”, aree tra le province di Napoli e Caserta storicamente colpite da discariche abusive e incendi di rifiuti, continua a essere al centro delle politiche ambientali regionali. Nel 2025 la Regione Campania e la Capitaneria di Porto hanno avviato un progetto di rilievo aereo delle aree critiche, finalizzato a individuare dall’alto anomalie e situazioni di rischio legate allo smaltimento illecito e agli abbandoni di rifiuti, con l’obiettivo di supportare le indagini e proteggere la salute pubblica.
Parallelamente, iniziative civiche come il progetto Environmental Sentinels mirano a formare cittadini e associazioni per mappare e denunciare aree contaminate, con un approccio partecipato che coinvolge scuole, volontari e comunità locali nella definizione delle priorità di intervento.
Bonifiche, incentivi e lotta allo spreco
La battaglia contro i fenomeni di inquinamento è stata sostenuta anche da nuove norme nazionali: il Decreto‑Legge n. 116/2025 introduce misure urgenti per contrastare i crimini ambientali, con richiami espliciti alla Terra dei Fuochi e alla necessità di accelerare le opere di bonifica dei siti inquinati e di tutela delle popolazioni coinvolte.
Sul fronte regionale, la Campania ha approvato anche una serie di risoluzioni e progetti specifici contro gli abbandoni e gli incendi di rifiuti, stanziando fondi per la sorveglianza dei territori e l’adozione di sistemi di controllo ambientale avanzati.
Comunità energetiche e rinnovabili: protagonisti locali della transizione
Oltre alla gestione delle emergenze, la transizione ecologica in Campania si manifesta con l’espansione delle comunità energetiche rinnovabili e solidali, uno strumento innovativo di produzione, condivisione e consumo di energia pulita a livello locale. Queste comunità consentono a cittadini, imprese e amministrazioni di autoprodurre energia da fonti rinnovabili (come fotovoltaico) e condividerla, riducendo emissioni di CO₂, sprechi e costi energetici, con benefici economici e sociali diffusi sul territorio.
La Regione Campania ha promosso bandi specifici, dotando di contributi e incentivi i comuni con meno di 5.000 abitanti per favorire la costituzione di nuove comunità energetiche rinnovabili e solidali, un passo strategico per stimolare la decarbonizzazione, rafforzare l’autonomia locale e supportare la competitività dei territori più piccoli.
Al contempo, realtà come il Consorzio Campania Energy Community, attivo in molte aree della regione, lavorano con cooperative, enti locali e cittadini alla creazione di strutture per la produzione e la condivisione di energia rinnovabile, offrendo anche ricadute occupazionali e nuove opportunità per le PMI.
Imprese locali, start‑up green e occupazione sostenibile
Progetti di questo tipo non si limitano alla sfera pubblica: imprese locali e start‑up green operano nel settore dell’efficientamento energetico e dell’economia circolare, ampliando l’offerta di servizi e tecnologie dedicate alla sostenibilità. La Regione ha stanziato, ad esempio, 50 milioni di euro per l’efficientamento energetico e la produzione da fonti rinnovabili, destinati alle imprese campane che investono in tecnologie pulite, impianti fotovoltaici e soluzioni innovative.
Questi investimenti generano nuove opportunità di lavoro, contribuendo a rinnovare il tessuto produttivo e a creare competenze specializzate nel campo delle energie pulite, della gestione ambientale e delle tecnologie sostenibili.
Un cambiamento che si vede anche nella vita quotidiana
Per molti cittadini campani, la transizione ecologica non è solo un concetto astratto ma un cambiamento concreto nella vita quotidiana: dalla riduzione delle bollette grazie all’autoconsumo condiviso nelle comunità energetiche, alla crescente attenzione per la qualità dell’aria e del suolo nelle aree un tempo segnate dall’inquinamento.
Associazioni ambientali e gruppi di cittadini osservano con interesse e partecipazione questi percorsi, sottolineando l’importanza di una rigenerazione sostenibile che coinvolga comunità, istituzioni e imprese verso un futuro più pulito e resiliente.


