L’intelligenza artificiale (IA) è per molti sinonimo di innovazione, automazione e crescita tecnologica. Ma dietro alla facilità di un prompt o alla rapidità di una risposta si cela un’infrastruttura fisica enorme, fatta di server, data center e reti elettriche che consumano enormi quantità di energia e risorse naturali.
Negli ultimi anni l’IA ha attirato l’attenzione non solo degli sviluppatori e delle aziende hi-tech, ma anche degli ambientalisti e dei governi, preoccupati per l’impatto ambientale di una tecnologia in rapida espansione.
Consumi energetici in crescita: numeri e scenari
L’impatto ambientale dell’IA è tangibile soprattutto dal punto di vista energetico:
- I data center, i centri che ospitano server e infrastrutture per l’IA, consumano già circa 1,5% dell’elettricità mondiale, con consumi in costante crescita.
- Alcuni modelli di IA richiedono decine di gigawattora (GWh) di elettricità per il solo addestramento: GPT-4, per esempio, avrebbe consumato oltre 50 GWh durante la fase di addestramento, energia sufficiente ad alimentare una città di medie dimensioni per giorni.
- Previsioni internazionali indicano che, entro il 2030, il consumo energetico dei data center legati all’IA potrebbe raddoppiare o superare l’attuale domanda di elettricità di interi Paesi industrializzati.
Questo aumento non riguarda solo l’elettricità: i data center consumano anche quantità massicce di acqua per il raffreddamento dei server, ponendo nuovi stress idrici nelle regioni più vulnerabili.
Emissioni di gas serra: un fronte critico
L’elettricità utilizzata dai data center non è sempre prodotta da fonti rinnovabili. Quando l’energia deriva da combustibili fossili, l’impatto climatico diventa preoccupante:
- Secondo studi recenti, l’IA potrebbe generare 2,5-3,7% delle emissioni globali di gas serra, superando l’impatto dell’industria aeronautica.
- I principali colossi della tecnologia (come Amazon, Microsoft e Meta) hanno visto le loro emissioni indirette crescere del 150% tra il 2020 e il 2023, in gran parte attribuibili alla domanda energetica crescente di servizi IA.
Questi numeri pongono un interrogativo chiaro: può una tecnologia così legata al futuro convivere con gli obiettivi climatici globali come la neutralità carbonica entro il 2050? La risposta non è banale e richiede una trasformazione profonda del modo in cui l’IA viene alimentata e regolata.
IA come problema e soluzione: il doppio ruolo della tecnologia
Nonostante queste criticità, l’IA può essere parte della soluzione alla crisi climatica, se usata con obiettivi e strategie ben definiti:
Come l’IA aiuta l’ambiente
- Previsioni meteorologiche più accurate e tempestive
- Ottimizzazione delle reti elettriche per ridurre gli sprechi
- Migliore gestione delle risorse idriche e dei rifiuti
- Identificazione di fughe di metano e ottimizzazione dei consumi industriali 👉 Queste applicazioni possono ridurre complessivamente le emissioni di gas serra in settori tradizionalmente più inquinanti.
I limiti attuali
Molti dei benefici ambientali dell’IA dipendono da politiche energetiche nazionali e investimenti reali in energia rinnovabile, nonché dalla trasparenza delle grandi aziende tecnologiche sulle loro emissioni.
Regolamentazione e governance: la sfida globale
Al COP30 sul clima, discutere l’IA come tema ambientale ha acceso un dibattito internazionale: alcuni studi e gruppi ambientalisti chiedono regolamentazioni specifiche per garantire che lo sviluppo dell’IA non comprometta gli sforzi di mitigazione del cambiamento climatico.



