Si è conclusa dopo oltre dodici anni la complessa vicenda giudiziaria legata al decesso di un neonato, nato prematuramente e morto nel dicembre del 2013 presso l’ospedale di Battipaglia. La controversia, avviata in sede civile dai genitori del bambino, si è chiusa con un accordo transattivo, senza alcuna sentenza di condanna né accertamento giudiziario definitivo di responsabilità sanitaria.
Il procedimento era stato incardinato davanti al tribunale di Vallo della Lucania e, nel corso dell’istruttoria, era stata disposta una consulenza tecnica d’ufficio affidata a un collegio di medici legali, con il compito di valutare gli aspetti medico-scientifici della vicenda. La consulenza, come previsto dall’ordinamento, ha avuto esclusivamente valore tecnico e non decisionale, non costituendo in alcun modo una pronuncia di responsabilità.
Prima della definizione del giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo di natura stragiudiziale. Nell’ambito di tale intesa, la compagnia assicurativa del sanitario coinvolto ha riconosciuto ai genitori del neonato un indennizzo economico, a titolo risarcitorio, senza che ciò comportasse ammissione di colpa né accertamento di errore medico.
L’accordo ha consentito la chiusura della causa civile, evitando la prosecuzione del contenzioso e lasciando impregiudicato ogni profilo di responsabilità professionale. Non risultano, infatti, sentenze penali o civili che abbiano accertato condotte colpose o episodi di malasanità riconducibili ai sanitari coinvolti.
La vicenda giudiziaria si conclude così sul piano formale, mentre resta il dolore umano per una perdita che ha segnato profondamente la famiglia, in un contesto nel quale il sistema giuridico ha operato attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento, senza giungere a un pronunciamento di condanna.



