3 Febbraio 2026

Stop ai social per i minori? La nuova tendenza europea

| di
Stop ai social per i minori? La nuova tendenza europea

Negli ultimi mesi, il dibattito sull’uso dei social network da parte dei più giovani si è intensificato in tutta Europa. La Spagna ha annunciato nuove restrizioni per i minori, seguendo l’esempio di Portogallo e Francia, dove l’accesso a piattaforme come TikTok, Instagram e YouTube è già regolamentato per proteggere gli utenti più giovani dai rischi del web.

Il provvedimento spagnolo punta a vietare l’accesso ai minori di 13 anni, stabilendo sistemi di verifica dell’età e introducendo responsabilità più stringenti per le piattaforme che non rispettano le norme. Una misura che vuole contrastare fenomeni come cyberbullismo, esposizione a contenuti inappropriati, dipendenza digitale e problemi di salute mentale tra gli adolescenti.

Perché diventa sempre più urgente

Secondo recenti studi, i ragazzi iniziano a usare i social sempre più precocemente, spesso prima dei 12 anni. Gli psicologi avvertono che un’esposizione prematura può influire su autostima, sonno e sviluppo sociale, mentre le piattaforme raccolgono enormi quantità di dati personali.

Il dibattito non riguarda solo i genitori: anche le istituzioni europee guardano con attenzione al fenomeno, inserendo la protezione dei minori tra le priorità della regolamentazione digitale. In questo contesto, Francia e Portogallo hanno già fissato standard chiari, imponendo alle aziende tecniche di verifica dell’età e limiti di pubblicità mirata ai più giovani.

E in Italia?

In Italia la situazione è più sfumata. Le piattaforme, in teoria, richiedono l’età all’iscrizione, ma i controlli sono spesso inefficaci.

In realtà, un divieto parziale già esiste. La Legge 23 settembre 2025, n. 132 stabilisce che i minori di 14 anni non possono usare servizi basati sull’intelligenza artificiale senza il consenso dei genitori, mentre i ragazzi tra 14 e 18 anni possono farlo solo se le informazioni sui rischi e sui diritti sono chiare e comprensibili. Poiché oggi quasi tutti i social integrano soluzioni di AI, di fatto i social sono già vietati agli under 14. Il vero problema? La legge è rimasta quasi del tutto inattuata, e i ragazzi continuano a navigare liberamente.

Il dibattito quindi è ancora acceso: da un lato, c’è chi sostiene che limitare l’uso dei social sia fondamentale per la salute dei ragazzi; dall’altro, chi evidenzia il rischio di spingere i minori verso piattaforme non regolamentate o di creare divari digitali. Alcuni parlamentari hanno già avanzato proposte di legge per introdurre limiti più rigorosi, ma il percorso normativo in Italia appare ancora lungo.

I rischi e le opportunità

Oltre alla tutela psicologica, vietare o limitare i social ai minori potrebbe avere effetti sul marketing digitale, sull’educazione digitale e sulla responsabilità delle aziende tecnologiche. Alcuni esperti suggeriscono che la vera sfida non sia solo vietare, ma insegnare ai ragazzi a usare le piattaforme in modo consapevole: un approccio educativo e preventivo accanto alla regolazione.

Conclusione

Il dibattito è aperto: la Spagna si allinea all’Europa, mentre l’Italia osserva ancora da lontano. La domanda per genitori, educatori e policy maker resta la stessa: come proteggere i più giovani senza escluderli dalla vita digitale?

Consigliati per te

©Riproduzione riservata