4 Febbraio 2026

Groenlandia: il tesoro artico che attira l’interesse strategico degli Stati Uniti

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Groenlandia: il tesoro artico che attira l’interesse strategico degli Stati Uniti

La Groenlandia è al centro di un crescente interesse geopolitico, in particolare da parte degli Stati Uniti, non solo per ragioni storiche di sicurezza ma soprattutto per il suo potenziale strategico, economico e di risorse naturali. 

Situata tra Nord America ed Europa e per buona parte all’interno del Circolo Polare Artico, la Groenlandia occupa una posizione geografica cruciale per la difesa e il monitoraggio delle rotte nei mari settentrionali. Fin dalla Seconda guerra mondiale gli Stati Uniti hanno mantenuto una presenza militare nell’isola, con installazioni come la base di Pituffik (ex Thule Air Base), fondamentale per sistemi di allerta sulle minacce missilistiche e la sorveglianza dello spazio. 

La competizione per il controllo dell’Artico è aumentata con il riscaldamento globale che sta causando il rapido scioglimento dei ghiacci, aprendo nuove rotte marittime come il Passaggio a Nord‑Ovest e facilitando l’accesso alle risorse sottostanti. In questo contesto, la Groenlandia rappresenta un punto chiave per accorciare le vie commerciali tra Europa, Asia e Nord America, rivelandosi un potenziale “snodo” per il futuro del commercio mondiale. 

Ma la dimensione strategica dell’isola non si limita alla posizione geografica. Sotto la sua coltre di ghiaccio si trovano estese risorse minerarie e materiali critici, tra cui elementi delle terre rare, indispensabili per tecnologie avanzate come veicoli elettrici, turbine eoliche, smartphone e apparati militari. Una stima recente identifica la presenza di circa 25 dei 34 minerali considerati “critici” dall’Unione Europea nel sottosuolo groenlandese, rendendo l’isola un possibile “serbatoio” di materie prime strategiche. 

L’estrazione e lo sfruttamento di queste risorse sono tuttavia complicati da questioni ambientali, normative e dai costi logistici, dati i rigidi climi artici. Nonostante ciò, la potenziale ricchezza mineraria, unita alla necessità di diversificare le catene di approvvigionamento dai principali fornitori globali, ha attirato l’interesse di potenze come gli Stati Uniti, che vedono nella Groenlandia un modo per ridurre la dipendenza da mercati esteri e rafforzare la propria autonomia tecnologica. 

Parallelamente, le crescenti tensioni internazionali nel Nord‑Est europeo e nell’Artico, con la Russia che rafforza la propria presenza militare e la Cina che si definisce “near‑Arctic state”, hanno accentuato il valore strategico dell’isola come avamposto di sicurezza e influenza geopolitica. 

Nonostante gli sforzi diplomatici e i legami con la Danimarca – che mantiene l’autorità sulla difesa e la politica estera della Groenlandia – le aspirazioni di poteri esterni come gli Stati Uniti riflettono l’importanza crescente dell’Artico nel XXI secolo, segnando la Groenlandia come uno dei territori più contesi e strategicamente rilevanti a livello globale.

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