Mai come in questo periodo, segnato da guerre, crisi sociali e ambientali, il richiamo alla cultura si fa urgente e necessario. È questo il filo conduttore della riflessione di Ledo Prato, esperto di politiche culturali e segretario generale dell’associazione Mecenate 90, che nel libro “Cultura è cittadinanza” dialoga con lo scrittore Paolo Di Paolo sulle connessioni tra cultura, politica e cittadinanza attiva.
Secondo Prato, la cultura non è un semplice ornamento della società, ma un motore di libertà, pace e partecipazione civica. «Se parliamo di lotta alle disuguaglianze, di difesa dei diritti sociali e civili, di lotta al precariato – osserva Di Paolo nel libro – non stiamo forse parlando di cultura?» La riflessione non è teorica: la cultura diventa strumento concreto quando si traduce in iniziative, progetti e politiche che rafforzano la cittadinanza, moltiplicano le opportunità di crescita e generano senso di responsabilità condivisa.
Prato ripercorre la sua esperienza professionale, dagli anni del sindacato a Napoli fino alla direzione di Mecenate 90, mettendo in luce come sia possibile costruire un rapporto virtuoso tra pubblico e privato nella gestione dei beni culturali. Il libro affronta anche la sfida di rendere la cultura accessibile fuori dai grandi centri, valorizzando scuole, territori e giovani come infrastrutture sociali fondamentali.
Un tema ricorrente è la povertà educativa, considerata da Prato uno dei terreni più fertili su cui investire. La cultura, sostiene, non può limitarsi a rappresentare simboli o eventi isolati: deve diventare un processo attivo, capace di formare coscienze e alimentare partecipazione. «Continuo a domandarmi cosa impedisce a un paese come il nostro di essere protagonista nell’economia della conoscenza e del turismo – riflette Prato – e non ho trovato risposta se non nella miopia di una classe politica e imprenditoriale che ha voluto conservare e non osare».
Il dialogo con Di Paolo permette anche di mettere a fuoco la relazione tra cultura e politica: senza interventi concreti, la cultura rischia di rimanere retorica, incapace di incidere sulle diseguaglianze, sul razzismo o sull’egoismo sociale. Per Prato, invece, fare politica e fare cultura sono azioni coincidenti: la cittadinanza si costruisce attraverso la conoscenza, la partecipazione e la valorizzazione del bene comune.



