11 Febbraio 2026
11 Febbraio 2026

Luca Trapanese e il romanzo delle famiglie scelte: «L’amore non si eredita, si costruisce»

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Luca Trapanese e il romanzo delle famiglie scelte: «L’amore non si eredita, si costruisce»

“Tutte le famiglie sono imperfette, ogni famiglia è imperfetta a modo suo”. È da questa consapevolezza, insieme intima e universale, che prende forma il nuovo libro di Luca Trapanese, un racconto che intreccia memoria, lutto e rinascita, e che riporta al centro una delle sue convinzioni più profonde: la famiglia non è solo un fatto di sangue, ma di scelta.

La storia si apre con un ritorno. Dopo la morte di nonna Florinda, Luca e sua figlia Alba raggiungono la grande casa di famiglia, tra le colline lucane. Devono aprirla, riordinarla, decidere cosa farne. Ma quella che potrebbe essere una semplice operazione pratica si trasforma presto in un viaggio nella memoria. Ogni stanza custodisce un frammento di vita, ogni oggetto racconta una storia, ogni silenzio rimanda alla presenza forte e amorevole di Florinda.

È lei il cuore pulsante del libro. Una donna che ha vissuto intensamente, che ha amato e lottato per ciò in cui credeva. Florinda ha adottato Luca quando lui era già adulto, in un gesto di accoglienza che ha ribaltato le convenzioni. E proprio in quegli stessi anni, Luca stava compiendo a sua volta una scelta altrettanto radicale: accogliere Alba.

Il parallelismo tra le due storie è uno degli elementi più potenti del romanzo. Negli anni Ottanta, dopo il terremoto dell’Irpinia, Florinda aveva aperto le porte della sua casa e del suo cuore a Francesco, un bambino con un lieve ritardo cognitivo, dedicandogli ogni energia, ogni sogno, ogni battito del cuore. Decenni dopo, Luca avrebbe fatto lo stesso con Alba, bambina con sindrome di Down che ha preso in affido e poi adottato nel 2018, in una vicenda che ha commosso l’Italia intera e che è diventata un libro, un film e un monologo teatrale.

Nel silenzio della casa lucana, Luca e Alba ricompongono così la trama di un destino condiviso: quello di persone che si sono scelte. Il libro diventa allora un dialogo tra generazioni, un confronto tra due esperienze di genitorialità “non convenzionale”, unite da una stessa idea di fondo: l’amore non ha bisogno di leggi per essere autentico.

Con una scrittura limpida e profonda, Trapanese racconta se stesso come figlio e come padre, senza retorica, ma con una delicatezza che lascia spazio alle fragilità, ai dubbi, alle imperfezioni. Il lutto per la perdita di Florinda si trasforma in occasione per interrogarsi sul senso dell’eredità: non quella materiale, ma quella emotiva e morale. Cosa resta di chi ci ha amati? Quali tracce sopravvivono nei gesti, nelle scelte, nel modo in cui a nostra volta sappiamo amare?

Nato a Napoli nel 1977, Luca Trapanese è oggi una delle voci più riconoscibili nel dibattito pubblico sui diritti, l’inclusione e la genitorialità. Padre di Alba, ha fatto della propria esperienza personale una testimonianza civile. Dopo aver pubblicato con Salani i romanzi Le nostre imperfezioni e Non chiedermi chi sono, ha portato il suo impegno anche nelle istituzioni: da ottobre 2021 è stato assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli e da novembre 2025 è consigliere della Regione Campania, continuando a sostenere le battaglie civili che da sempre lo contraddistinguono.

Nel nuovo libro, però, la dimensione pubblica resta sullo sfondo. In primo piano c’è la casa, con le sue stanze polverose e i suoi ricordi, e c’è una bambina che cresce mentre il padre impara ancora a essere figlio. È un racconto che parla di perdita ma soprattutto di continuità, perché i legami autentici – suggerisce Trapanese – non si spezzano con l’assenza: si trasformano, si sedimentano, diventano parte di noi.

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