Stefano Fake è un artista visivo e video designer italiano riconosciuto a livello internazionale per il suo contributo all’arte immersiva e digitale. Nato nel 1971, Fake ha fatto dell’innovazione tecnologica e dell’esperienza multisensoriale il cuore della sua ricerca artistica, producendo opere che vanno oltre la semplice osservazione e coinvolgono direttamente il pubblico.
La sua attività si concentra sulla creazione di installazioni immersive che combinano videoproiezioni, suoni, luci, computer grafica e tecnologie interattive per trasformare lo spazio espositivo in un ambiente narrativo e sensoriale. Con queste tecniche, lo spettatore non è più un semplice osservatore, ma diventa parte integrante dell’opera stessa.
Nel 2001 Fake ha fondato a Firenze The Fake Factory, uno studio creativo che è rapidamente diventato un punto di riferimento internazionale per l’arte immersiva e l’uso di tecnologie digitali nell’arte contemporanea. All’interno di questo laboratorio ha sviluppato numerosi progetti che spaziano dalle installazioni immersive alle scenografie digitali per teatro, performance, eventi culturali e mostre.
Una delle sue opere più iconiche è Immersive Mirror Room, un’installazione in cui specchi e proiezioni digitali si combinano per creare un ambiente infinito e multidimensionale. In questo spazio il pubblico è completamente avvolto da luci, ombre, colori e immagini in continuo movimento, mettendo in discussione la percezione dello spazio e del tempo e offrendo un’esperienza sensoriale unica.
Le creazioni di Fake sono state esposte in importanti musei, festival e sedi internazionali, tra cui città come Firenze, Milano, Parigi, Shanghai e New York, attirando milioni di visitatori nel corso degli anni. Questo successo internazionale testimonia l’impatto delle sue opere nella definizione del linguaggio contemporaneo dell’arte digitale immersiva.
Il lavoro di Stefano Fake rappresenta un esempio significativo di come la tecnologia possa integrarsi profondamente con l’arte, non solo come strumento, ma come elemento essenziale dell’espressione artistica moderna. Le sue installazioni ridefiniscono i confini tra arte, percezione e spettatore, proponendo nuove forme di esperienza estetica che riflettono le potenzialità espressive delle tecnologie digitali.




