L’arrivo di un neonato cambia gli equilibri di una casa. Cambiano i ritmi, gli odori, i suoni. E cambia anche la vita degli animali domestici. Cane o gatto che sia, l’ingresso di un bambino non è un dettaglio: è un evento che modifica abitudini consolidate. Preparare questa transizione con attenzione è la chiave per una convivenza tranquilla e sicura.
Gli esperti di comportamento animale e i pediatri concordano su un punto: la prevenzione inizia prima della nascita.
Prima del parto: preparare l’animale al cambiamento
1. Abituare gradualmente ai nuovi ritmi
Nei mesi della gravidanza è utile iniziare ad adattare il cane o il gatto ai futuri orari: meno attenzioni improvvise, maggiore autonomia, eventuali nuove regole sugli spazi (ad esempio la cameretta). I cambiamenti bruschi dopo il rientro dall’ospedale possono generare stress.
2. Introdurre nuovi oggetti e odori
Passeggini, culle, fasciatoi e giochi producono suoni e occupano spazio. È bene montarli in anticipo e permettere all’animale di esplorarli sotto supervisione, evitando che li associ a un divieto improvviso. Per i cani, può essere utile riprodurre suoni di pianto a volume basso per abituarli gradualmente.
3. Verificare salute e vaccinazioni
Un controllo veterinario prima della nascita è raccomandato per assicurarsi che l’animale sia in buona salute, con profilassi antiparassitaria aggiornata. Il primo incontro: calma e gradualità Quando il neonato entra in casa, il momento va gestito con tranquillità.
Prima si saluta l’animale, per ridurre l’eccitazione. Si permette poi un avvicinamento controllato al bambino, senza forzature. L’animale può annusare (a distanza di sicurezza), ma senza contatto diretto iniziale.
Un trucco spesso suggerito è far annusare al cane o al gatto un indumento del neonato prima dell’arrivo, così da familiarizzare con l’odore.
Le regole d’oro della convivenza
Supervisione sempre presente
Neonato e animale non devono mai essere lasciati soli insieme, nemmeno per pochi minuti. Anche l’animale più docile può reagire in modo imprevedibile a uno stimolo improvviso.
Spazi distinti ma non isolamento
Il cane o il gatto devono avere una zona sicura dove ritirarsi, lontano dalla culla. Allo stesso tempo, l’isolamento totale può generare frustrazione. L’animale deve continuare a sentirsi parte della famiglia.
Mantenere routine e attenzioni
Passeggiate, momenti di gioco e carezze non devono scomparire. Ridurli drasticamente può creare associazioni negative con la presenza del bambino.
Attenzione ai segnali di stress
Nel cane: irrigidimento, sbadigli frequenti, evitamento dello sguardo, ringhio.
Nel gatto: orecchie abbassate, coda agitata, soffi, tendenza a nascondersi.
Questi segnali non vanno puniti, ma interpretati come richieste di spazio.
Cani e neonati: una gestione attiva
I cani sono animali sociali e spesso sviluppano curiosità e protezione verso il nuovo arrivato. Tuttavia, bisogna evitare:
che saltino verso la culla che lecchino il viso del bambino che associno il pianto a un momento di agitazione
L’educazione di base (richiamo, “resta”, “vai a cuccia”) diventa fondamentale.
Gatti e neonati: miti da sfatare
Il timore che il gatto “si metta sulla faccia del neonato” è un mito privo di basi scientifiche. Il gatto è attratto dal calore e dall’odore del latte, non dal desiderio di fare del male.
La vera prevenzione consiste nel:
evitare che entri nella culla senza supervisione garantire alternative calde e confortevoli (come una cuccia morbida) mantenere la lettiera pulita e in zona separata
Igiene e sicurezza
Lavarsi sempre le mani dopo aver toccato l’animale. Tenere pulite cucce e spazi comuni. Evitare che l’animale acceda al fasciatoio.
Con animali regolarmente controllati dal veterinario, il rischio sanitario è molto basso.
Un equilibrio possibile
La convivenza tra neonati e animali domestici può essere non solo sicura, ma arricchente. Crescere accanto a un cane o a un gatto favorisce empatia e rispetto per l’altro fin dai primi anni di vita.
La regola fondamentale resta una: la responsabilità è sempre dell’adulto. Con preparazione, supervisione e attenzione ai segnali, l’arrivo di un bambino non deve essere vissuto come una minaccia per l’animale, ma come una nuova fase della vita familiare.
E spesso, tra una nanna e una passeggiata, nasce un legame destinato a durare anni.




