Ogni anno a Pagani, si rinnova una delle celebrazioni religiose più singolari e suggestive della Campania: la Festa della Madonna delle Galline (Festa di Santa Maria Incoronata del Carmine, detta appunto della Galline). È una ricorrenza che fonde profonda devozione mariana, memoria storica locale e costumi popolari antichi, attirando migliaia di fedeli e visitatori da tutta Italia e dall’estero.
La festa si celebra ogni anno la domenica in Albis, ovvero la domenica successiva alla Pasqua. Questo legame con il periodo pasquale ne sottolinea il valore liturgico oltre che culturale: un tempo di rinascita e di comunità, vissuto collettivamente attraverso riti sacri, processioni, musica, danze e offerte votive.
Un culto nato da un ritrovamento e da miracoli
Secondo la tradizione, alla base della devozione c’è un episodio leggendario che risale al XVI secolo. Alcuni contadini, mentre le loro galline razzolavano il terreno, scoprirono una piccola immagine lignea raffigurante la Vergine del Carmelo. La figura — forse sotterrata per sottrarla a periodi di iconoclastia o alle incursioni — venne così riportata alla luce.
A questa scoperta sarebbero seguiti miracoli attribuiti alla Madonna, tra cui la guarigione di infermi e sofferenti, che consolidarono la devozione popolare e portarono alla costruzione di una chiesa dedicata alla Vergine. Nel 1610 iniziò l’edificazione dell’attuale santuario, che qualche decennio dopo, intorno alla metà del XVIII secolo, divenne noto come Santuario della Madonna delle Galline.
La festa: fede popolare e tradizioni collettive
La festa si apre nei giorni dopo la Pasqua con l’allestimento del santuario e dei “toselli” — piccole edicole votive improvvisate lungo le strade, decorate con drappi, fiori e manufatti locali che accolgono fedeli e visitatori.
La processione principale parte la domenica in Albis al mattino presto, quando la statua della Vergine, vestita a festa, lascia il santuario con il suono delle tammorre (tamburi tradizionali) e delle castagnette.
Un elemento che distingue questa celebrazione è la presentazione di offerte votive che richiamano l’origine del culto: fedeli portano animali da cortile — in particolare galline, ma anche colombe, tacchini e altri volatili — ai piedi della Madonna come segno di devozione e gratitudine. Questa usanza, che conserva l’antico legame con la cultura contadina e agricola del territorio, si combina con la musica popolare, i cori, i balli e uno spirito collettivo di festa che fa della celebrazione un mix di sacro e profano.
Il momento di massimo coinvolgimento si ha quando la statua attraversa le vie del centro cittadino, accolta da ali di fedeli e curiosi. Nelle piazze e nei cortili si animano tammurriate, danze e suoni tradizionali fino a tarda sera, immersi in un’atmosfera che è insieme religiosa, culturale e festiva.
Fede, folklore e turismo
La Festa della Madonna delle Galline è oggi una delle espressioni più riconosciute della pietà popolare campana, capace di richiamare partecipanti da altre regioni italiane e dall’estero. La forte componente folkloristica, unita alla profondità del rito, ha reso la festa un fenomeno non solo religioso, ma anche turistico e antropologico.
Negli ultimi anni, Pagani si è attrezzata per accogliere i visitatori con un programma di eventi che accompagna i momenti liturgici.




