È approdato questa settimana in commissione Ambiente del Senato un disegno di legge bipartisan che propone il divieto di macellazione dei cavalli e di altri equidi in Italia, con l’obiettivo di attribuire loro lo status di “animali d’affezione” e sottrarli alla filiera alimentare.
La proposta, firmata dalle senatrici Susanna Cherchi (M5S) e Luana Zanella (Alleanza Verdi e Sinistra) e sostenuta anche da iniziative analoghe in Parlamento presentate dalla deputata Michela Brambilla (Noi Moderati), prevede un profilo penale e amministrativo inedito per gli equidi.
Secondo il testo, cavalli, asini, muli, pony e bardotti verrebbero definiti “Non DPA” — ovvero non destinati alla produzione alimentare — con sanzioni penali da tre mesi a tre anni di reclusione e multe consistenti (30 mila‑100 mila euro) per chi alleva animali destinati al macello o ne immette la carne sul mercato. Sono previste anche sanzioni amministrative per la mancata iscrizione al registro anagrafico nazionale con microchip obbligatorio per ogni animale.
La misura include un fondo per la riconversione degli allevamenti di equidi, con una dotazione di 6 milioni di euro all’anno per gli anni 2025‑2027 a sostegno delle aziende che scelgano di destinare gli animali ad altre attività (ad esempio ippoterapia, turismo rurale o servizi sociali legati all’animale).
Contesto sociale e consumi
Il provvedimento arriva in un contesto di crescente sensibilità sociale sul tema. Secondo ricerche di mercato, una larga maggioranza di italiani non consuma carne di cavallo, in parte per motivi etici o per empatia verso l’animale.
Nel 2025, i dati ufficiali allegati alla proposta di legge indicano che il numero di cavalli macellati in Italia si è ridotto in modo significativo rispetto a una decina di anni fa, scendendo da oltre 4 600 capi all’inizio del 2012 agli oltre 2 000 stimati a fine 2025.
Le reazioni e le posizioni
Organizzazioni animaliste come Animal Equality Italia hanno accolto con favore l’avvio dell’iter parlamentare, definendolo un passo importante verso una maggiore tutela degli equidi e una risposta alla sensibilità crescente dell’opinione pubblica sulla sofferenza e il trattamento di questi animali.
Dall’altra parte, alcune associazioni agricole e rappresentanti di settori tradizionali del consumo equino sollevano preoccupazioni sulla conservazione delle tradizioni gastronomiche regionali e sull’impatto economico per gli allevatori, pur riconoscendo la necessità di soluzioni di transizione sostenibili.
Iter parlamentare
Il disegno di legge è stato incardinato in commissione Ambiente e dovrà ora essere esaminato, discusso e votato. Non esiste al momento una data certa per l’approdo in Aula, ma il dibattito evidenzia l’intreccio tra normative su sicurezza alimentare, benessere animale e valori culturali.




