Ogni anno l’8 agosto si celebra la Giornata Mondiale del Gatto, un’occasione per riconoscere l’importanza di questi felini nella nostra vita, non solo come animali da compagnia ma anche come compagni di benessere e supporto emotivo. La ricorrenza nasce con l’obiettivo di valorizzare la cura e la protezione del gatto e di ricordare il ruolo profondo che può avere nella nostra quotidianità.
Compagni di benessere, cuore e mente
La scienza negli ultimi anni ha confermato ciò che molti proprietari di gatti già sanno: convivere con un felino può avere benefici concreti per la salute fisica e mentale. Accarezzare un gatto e ascoltare il suono delle sue fusa attiva nel cervello la produzione di ossitocina, l’ormone del benessere, contribuendo a ridurre lo stress e l’ansia.
Le fusa non sono solo un segno di contentezza felina: alcune frequenze di vibrazione emesse dai gatti sono state associate a effetti rilassanti e addirittura terapeutici, utili per favorire un riposo più profondo e una sensazione di tranquillità generale.
Inoltre, interagire con un gatto può aiutare a combattere la solitudine, perché la presenza regolare di un animale domestico riduce il senso di isolamento e offre una compagnia costante.
I gatti e gli anziani: una relazione che fa bene
La compagnia di un gatto è particolarmente significativa per molte persone anziane. Con l’avanzare dell’età, alcuni individui possono sperimentare un rallentamento delle funzioni cognitive o un aumento della solitudine, soprattutto se vivono da soli o hanno meno interazioni sociali quotidiane.
Uno studio pubblicato nel 2025 ha mostrato che chi vive con un gatto (o un cane) può sperimentare un declino cognitivo più lento in specifiche aree, come la fluidità verbale negli anziani, rispetto a chi non ha animali domestici. Questo suggerisce che il legame emotivo e le routine legate alla cura dell’animale possono stimolare la mente e mantenere attive alcune funzioni cerebrali.
Inoltre, il semplice atto di accarezzare un gatto o di prendersi cura di lui può dare agli anziani un senso di appartenenza, utilità e routine quotidiana, fattori che contrastano sentimenti di inutilità o di vuoto. Studi di neuropsicologi sottolineano come il contatto con un animale possa attivare centri cerebrali legati alla gratificazione e alla memoria affettiva, aiutando anche chi affronta difficoltà cognitive.
Oltre il benessere: il valore affettivo
I gatti non sono soltanto esseri che forniscono benefici psico-fisici. Per molti diventano parte integrante della famiglia, portando con sé momenti di gioia, dolcezza e conforto. La loro natura indipendente li rende ideali anche per chi ha ritmi di vita meno frenetici ma desidera comunque una relazione affettiva significativa senza la necessità di cure costanti.
Per chi vive da solo, la presenza di un gatto può trasformare la casa da luogo di isolamento a spazio di vita condiviso, con un “amico” sempre pronto a offrire la sua compagnia discreta ma presente.
La Giornata Mondiale del Gatto non è solo una festa per gli amanti dei felini, ma anche un momento per riflettere sul valore degli animali domestici nelle nostre vite. È un invito a prendersi cura del benessere di questi animali, a considerare l’adozione responsabile e a riconoscere quanto il loro affetto possa influenzare positivamente il nostro umore, la nostra salute e il nostro equilibrio emotivo.




