«I dazi imposti dall’amministrazione Trump non hanno avuto i temuti effetti devastanti sulle esportazioni italiane.» Lo afferma il Codacons, commentando i dati forniti dall’Istat.
L’associazione dei consumatori interviene così nel dibattito economico che per mesi ha accompagnato l’introduzione delle nuove misure protezionistiche decise dalla Casa Bianca guidata dal presidente Donald Trump. Un confronto che aveva generato forte preoccupazione tra imprese, associazioni di categoria e analisti finanziari, timorosi di un contraccolpo significativo per uno dei pilastri dell’economia nazionale: l’export.
«Nonostante i forti timori per le conseguenze dei dazi sull’economia italiana e sulle aziende produttrici nel nostro Paese, il bilancio del 2025 si chiude con dati positivi – spiega il Codacons – Le esportazioni crescono infatti su base annua del +3,3% in valore, invertendo il trend negativo del 2024 quando l’export segnò un -0,5%, con numeri positivi per i valori medi unitari in tutti i settori ad eccezione dell’energia.»
Un risultato che, secondo il Codacons, dimostrerebbe la capacità di adattamento del sistema produttivo italiano in un contesto internazionale segnato da tensioni commerciali, instabilità geopolitica e rallentamento della domanda globale. Il recupero rispetto al 2024 assume un significato ancora più rilevante se si considera che lo scorso anno aveva fatto registrare una battuta d’arresto dopo una lunga fase di crescita sostenuta.
Determinante, in questo scenario, è stato l’andamento di alcuni comparti chiave del made in Italy, dalla meccanica strumentale all’agroalimentare, fino al lusso e alla moda, che hanno continuato a intercettare la domanda estera nonostante l’inasprimento delle barriere tariffarie. Resta invece in difficoltà il settore energetico, penalizzato dalla volatilità dei prezzi e dalle dinamiche internazionali delle materie prime.
«Tra i Paesi che maggiormente contribuiscono alla crescita dell’export italiano ci sono proprio gli Stati Uniti, con un incremento delle vendite del +7,2% su anno, a dimostrazione che, almeno fino a questo momento, i dazi imposti da Trump non hanno prodotto effetti negativi per le esportazioni e per le aziende italiane» conclude il Codacons.
Il dato relativo agli Stati Uniti appare particolarmente significativo perché riguarda uno dei mercati strategici per le imprese italiane, sia in termini di volumi sia di valore aggiunto. L’aumento delle vendite oltreoceano suggerisce che, almeno nella fase attuale, le aziende siano riuscite a compensare l’impatto delle nuove tariffe attraverso strategie di posizionamento, diversificazione dell’offerta e consolidamento dei rapporti commerciali.
Resta tuttavia aperta la questione di medio-lungo periodo. Gli operatori economici invitano alla prudenza: l’evoluzione delle politiche commerciali internazionali, eventuali nuove misure restrittive e l’andamento della congiuntura globale potrebbero modificare gli equilibri nei prossimi mesi. Per ora, però, i numeri certificati dall’Istat restituiscono un quadro meno allarmante rispetto alle previsioni iniziali, offrendo un segnale di tenuta per l’economia italiana in uno scenario internazionale complesso.




