Dal bianco e nero delle prime edizioni al palco iperconnesso dell’era social, c’è un filo rosso che lega la provincia di Salerno al Festival di Sanremo. È il filo delle voci e delle storie di artisti che, partendo dal Cilento e dall’Agro nocerino-sarnese, hanno trasformato un sogno in realtà. Da Nicola Napolitano alle armonie dei Neri per Caso, dall’energia rap di Rocco Hunt fino alla grazia di Arianna Ruocco, l’Ariston parla anche salernitano.
Il primo squillo: Francesco Saverio Mangieri
Bisogna tornare al 1954 per trovare il primo nome della provincia a “salire” simbolicamente sul palco dell’Ariston. È quello di Francesco Saverio Mangieri, originario di San Pietro al Tanagro: compositore, paroliere e direttore d’orchestra, partecipò al Festival con Notturno, interpretata da Natalino Otto insieme a Vittoria Mongardi. Il brano si classificò al quarto posto, segnando l’inizio di una lunga storia d’amore tra il territorio salernitano e Sanremo.
Anni ’70: il successo de I Santo California
Negli anni ’70, precisamente nel 1977, il sound melodico de I Santo California conquistò il pubblico. Il gruppo – nato come La Nuova Frontiera e formato da cinque giovani musicisti campani originari di Nocera Inferiore e Angri (Pietro Barbella, Donato Farina, Domenico Aiello, Gianni Galizia, Massimo Caso) – partecipò con Monica, brano che si piazzò al terzo posto della classifica finale. Una medaglia di bronzo che consacrò il loro stile romantico e immediato.
Gli anni ’80 e ’90: nuove proposte e rivoluzioni vocali
Nel 1988 fu la volta di Tania Tedesco, di Battipaglia, tra le Nuove Proposte con La notte delle favole.
Nel 1993 anche il cantautore e musicista Nicola Napolitano, originario di Foria di Centola, partecipò alla prima edizione di Sanremo Giovani, nella diretta televisiva di Pippo Baudo su Rai 1, portando il Cilento sotto i riflettori nazionali.
Nel 1995 i Neri per Caso, gruppo salernitano, incantarono l’Italia con Le ragazze, vincendo la sezione Nuove Proposte e riportando la musica a cappella in cima alle classifiche. L’anno successivo tornarono tra i Big con Mai più sola, confermando originalità e raffinatezza.
Nel 1996, una giovanissima cilentana di Vallo della Lucania, Adriana Ruocco, emozionò l’Ariston con Sarò bellissima, portando grazia e determinazione sul palco.
E nel 1994 e nel 1998 Serena C (Serena Caporale), originaria di Salerno, calcò il palco prima con i Baraonna e poi da solista con Quante volte sei, dimostrando la versatilità di una scena musicale vivace e sfaccettata.
Il nuovo millennio: tra cantautorato e rap
Tra i protagonisti degli anni Duemila spicca Neffa, originario di Scafati: ex rapper diventato raffinato cantautore, partecipò al Festival nel 2004 con Le ore piccole e nel 2016 con Sogni e nostalgia, segnando due momenti diversi ma ugualmente intensi della sua carriera.
Nel 2014 il rap conquistò l’Ariston grazie a Rocco Hunt. Con Nu juorno buono vinse la sezione Giovani, trasformando il palco in un inno di speranza e orgoglio per il Sud. Tornò poi nel 2016 con Wake Up e nel 2025 con Mille vote ancora, a testimonianza di un legame forte con il Festival e con il suo pubblico.




