Nel repertorio della cucina meridionale italiana una voce spicca per carattere e personalità: la ‘nduja calabrese. Morbida, cremosa e intensamente piccante, questo insaccato di maiale e peperoncino nasce nelle colline di Spilinga (Calabria) ma ha conquistato chef e gourmet ben oltre i confini regionali. Oggi la sua versatilità in cucina non si limita più ai condimenti delle paste tradizionali: si presta a reinventazioni audaci che svelano sapori inediti e stimolano la creatività ai fornelli.
Una ricetta che non ti aspetti: risotto con ‘nduja e crema di burrata
Tra le creazioni più affascinanti c’è un piatto che fonde la forza piccante della ‘nduja con la dolcezza avvolgente della burrata, dando vita a un risotto dai contrasti sorprendenti. Questa preparazione diventa così un incontro tra Nord e Sud della tradizione culinaria italiana: la tecnica del risotto e il cuore saporito della Calabria.
Ingredienti (per 4 persone)
- 300 g di riso Carnaroli
- 40 g di ‘nduja calabrese
- 200 g di stracciatella di burrata
- 60 g di burro
- 100 g di parmigiano grattugiato
- ½ bicchiere di vino bianco
- brodo caldo q.b.
- germogli o noci a piacere
- sale e pepe q.b.
Preparazione
- Tostare il riso in una casseruola con poco burro, quindi sfumare con il vino bianco e cominciare la cottura aggiungendo gradualmente brodo caldo.
- In un pentolino a parte, sciogliere la ‘nduja fino a ottenere una crema aromatica e profumata.
- Quando il riso è quasi al dente, unire la crema di ‘nduja e mescolare con cura per amalgamare i sapori.
- Mantecare con burro e parmigiano, quindi completare con la crema di burrata che addolcisce il piccante e dona una texture setosa.
- Servire guarnito con germogli o qualche gheriglio di noce per un tocco croccante.
Il risultato è un risotto dal carattere deciso eppure equilibrato: la piccantezza della ‘nduja lascia spazio alla morbidezza della burrata, trasformando un ingrediente rustico in una delizia gourmet.
Sebbene spesso associata alla pasta, la ‘nduja si presta a infinite reinterpretazioni: si può utilizzare in bruschette piccanti, nei ripieni di focacce, o – come dimostrano chef internazionali – perfino in accostamenti creativi con pesce o legumi. La sua versatilità sta proprio nell’essere un flavour booster, capace di esaltare e dare carattere a piatti anche lontani dalla tradizione calabrese.











