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8 Aprile 2026
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Pascoli vietati e castagneti bloccati: scontro in Campania, CIA chiede interventi urgenti

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Pascoli vietati e castagneti bloccati: scontro in Campania, CIA chiede interventi urgenti

Una misura nata per regolamentare rischia di trasformarsi in un freno per l’economia agricola delle aree interne. È la denuncia di CIA Agricoltori Italiani Campania, che lancia l’allarme sugli effetti della delibera regionale n. 617 del 14 novembre 2024 relativa ai Piani di Gestione dei siti Natura 2000.

Secondo l’organizzazione, quella che avrebbe dovuto essere una disciplina delle attività agro-silvo-pastorali si starebbe traducendo, nei fatti, in un blocco generalizzato. Tra le criticità principali, il mancato rilascio delle fide pascolo per gli allevatori e lo stop alla conversione dei cedui castanili in castagneti da frutto, due attività considerate pilastri dell’economia rurale campana.

Le conseguenze, sottolinea la CIA, sarebbero già evidenti. Senza fide pascolo, molte aziende rischiano di perdere l’accesso ai contributi della Politica Agricola Comune, con la scadenza del 15 maggio ormai imminente. Una situazione che potrebbe portare alla riduzione dei capi allevati e a un ulteriore indebolimento del comparto zootecnico. Parallelamente, il blocco degli interventi nei castagneti impedisce il rilancio produttivo proprio mentre si registra un ritorno di emergenze fitosanitarie come il cinipide galligeno.

Nel mirino dell’organizzazione agricola finisce anche l’operato della Regione. In particolare, viene denunciata l’assenza di iniziative e di confronto da parte dell’assessore all’Ambiente Claudia Pecoraro. “Non è stato aperto alcun tavolo con le organizzazioni agricole – sostiene la CIA – nonostante la portata delle criticità che coinvolgono migliaia di imprese”.

A intervenire è anche il commissario regionale Stefano Di Marzo, che parla di una scelta “politica sbagliata” e chiede correttivi immediati. “Si stanno cancellando pratiche storiche come il pascolo e si impedisce il rilancio della castanicoltura senza offrire alternative”, afferma, evidenziando il rischio concreto di danni irreversibili per il settore.

Oltre all’impatto economico, la questione assume anche una dimensione ambientale. Allevamento estensivo e gestione dei castagneti, infatti, sono considerati strumenti fondamentali per la prevenzione del dissesto idrogeologico e degli incendi. Il loro ridimensionamento potrebbe quindi avere effetti negativi anche sulla sicurezza del territorio.

Nel quadro complessivo, la CIA parla di un possibile “cortocircuito amministrativo”, con il rischio di fondi europei inutilizzati, investimenti bloccati e filiere compromesse. Da qui la richiesta di un intervento diretto del presidente della Regione Vincenzo De Luca per rivedere la delibera e riaprire il confronto con le parti coinvolte.

Intanto, l’organizzazione alza i toni e non esclude mobilitazioni. “Il tempo delle attese è finito – avverte –. Senza risposte immediate porteremo in piazza allevatori e castanicoltori”. Sullo sfondo resta il timore più grande: che le aree interne della Campania possano essere spinte verso un nuovo ciclo di spopolamento e abbandono.

Fonte foto: Wikipedia

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