Il riciclo di carta e cartone in Italia continua a rappresentare uno dei casi più avanzati di economia circolare nel panorama europeo. Secondo i dati del Comieco, aggiornati nel Rapporto 2025 sui dati 2024, il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici ha superato stabilmente il 90%, confermando il Paese tra i leader europei del settore.
Un risultato significativo non solo dal punto di vista ambientale, ma anche industriale e sociale, che colloca l’Italia in anticipo rispetto agli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il 2030, pari all’85%.
Un sistema maturo e diffuso sul territorio
Il modello italiano si basa su una rete consolidata di raccolta differenziata che coinvolge comuni, aziende e cittadini. Nel 2024 la raccolta ha sfiorato le 3,9 milioni di tonnellate, con una crescita costante rispetto agli anni precedenti.
Uno degli elementi più rilevanti è l’estensione capillare del servizio: oltre il 90% dei comuni italiani è oggi coperto da sistemi di raccolta organizzata, rendendo la gestione dei rifiuti cellulosici una pratica ormai consolidata nella vita quotidiana.
Italia tra i leader europei del riciclo
Il dato del riciclo oltre il 90% non è isolato. Negli ultimi anni il Paese ha consolidato una posizione di leadership in Europa nel recupero degli imballaggi in carta e cartone, grazie a un sistema industriale integrato che trasforma il materiale raccolto in nuova materia prima per l’industria cartaria.
Il Sud Italia, tradizionalmente più indietro nelle performance ambientali, ha registrato negli ultimi anni una crescita significativa, contribuendo a ridurre il divario territoriale e rafforzando il sistema nazionale nel suo complesso.
Economia circolare e impatto ambientale
Il riciclo della carta è uno degli esempi più concreti di economia circolare funzionante. Riduce il consumo di materie prime vergini, limita le emissioni legate alla produzione industriale e diminuisce la quantità di rifiuti destinati allo smaltimento.
La carta, in particolare, è uno dei materiali più riciclabili: le fibre cellulosiche possono essere riutilizzate più volte prima di perdere le loro proprietà, rendendo il ciclo di vita del prodotto più lungo ed efficiente.
Un modello consolidato ma non statico
Nonostante i risultati positivi, il sistema continua a evolversi. Le sfide riguardano soprattutto il miglioramento della qualità della raccolta, la riduzione delle impurità nei materiali e l’ulteriore estensione dei sistemi di differenziata nei piccoli centri.
Secondo gli esperti del settore, la direzione è ormai tracciata: il riciclo della carta non è più solo una buona pratica ambientale, ma un pilastro strutturale dell’economia italiana.
In un contesto europeo che spinge verso una maggiore sostenibilità, il caso italiano mostra come infrastrutture, comportamenti dei cittadini e industria possano convergere in un sistema efficiente. Un modello che, pur con margini di miglioramento, rappresenta oggi uno dei punti di riferimento della transizione ecologica nel continente.












