La Chiesa ricorda oggi, 2 giugno, i Santi Marcellino e Pietro, martiri romani vissuti tra la fine del III e l’inizio del IV secolo, durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano. La loro memoria liturgica è tradizionalmente celebrata il 2 giugno e li indica come esempi di fedeltà radicale al Vangelo fino al sacrificio della vita.
Secondo la tradizione riportata nell’antico Martirologio romano, Marcellino era sacerdote e Pietro esorcista della Chiesa di Roma. Arrestati a causa della loro attività pastorale e della testimonianza cristiana, furono condotti in un luogo isolato fuori città, nella zona della via Labicana, dove vennero uccisi in segreto per impedirne il culto pubblico.
La loro vicenda è trasmessa anche dalla testimonianza del carceriere, il quale, colpito dalla loro fermezza nella fede, si sarebbe convertito e avrebbe poi raccontato la loro storia a papa Damaso. I corpi dei due martiri furono successivamente recuperati da una donna cristiana e sepolti con venerazione nelle catacombe “ad duas lauros”, a Roma.
Il loro culto si diffuse rapidamente nella Chiesa antica, diventando segno della forza della testimonianza cristiana nelle persecuzioni. La loro memoria è legata non solo al sacrificio, ma anche alla capacità di annunciare il Vangelo attraverso la coerenza della vita e il perdono verso i persecutori.
Accanto ai Santi Marcellino e Pietro, il calendario liturgico del 2 giugno ricorda anche altri santi e beati, tra cui Sant’Erasmo di Formia e Sant’Eugenio I, papa, segno della ricchezza della tradizione agiografica della Chiesa.












