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8 Settembre 2026
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Caggiano, viaggio nel borgo dei Templari tra castello, natura e sapori

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Caggiano, viaggio nel borgo dei Templari tra castello, natura e sapori

Un borgo arroccato nel Vallo di Diano, oltre 800 metri di quota, dove il Medioevo è ancora leggibile nelle mura e nei vicoli, la memoria dei Templari convive con quella normanna e la cucina racconta una tradizione contadina rimasta viva. È Caggiano, piccolo centro dell’entroterra salernitano che offre in pochi chilometri un itinerario tra storia, archeologia, chiese, paesaggio e gastronomia.

Il punto di partenza è il Castello Normanno del Guiscardo, simbolo del paese. Le prime fortificazioni risalgono, secondo la ricostruzione storica del Comune, all’Alto Medioevo; con i Normanni il sito assunse un ruolo strategico e venne successivamente ampliato e trasformato. Il castello faceva parte di un più ampio sistema difensivo, collegato alle mura che ancora oggi accompagnano il percorso nel centro storico.

La storia di Caggiano affonda però ancora più indietro nel tempo. Nel territorio sono documentate presenze antiche e ritrovamenti archeologici che raccontano una frequentazione dell’area già in epoca preromana. A custodire parte di queste testimonianze è l’Antiquarium Civico, dove sono raccolti reperti provenienti dal territorio comunale.

IL CAPITOLO TEMPLARE

È il legame con i Templari uno degli elementi più suggestivi della storia locale. Secondo la ricostruzione pubblicata dal Comune, nel XII secolo l’Ordine avrebbe istituito a Caggiano una mansio, in contrada Sant’Agata, lungo le direttrici percorse dai pellegrini diretti verso la Terra Santa. Dopo la soppressione dell’Ordine, nel 1312, la struttura sarebbe passata agli Ospitalieri.

La memoria templare è rimasta anche nelle tradizioni del paese. Nel centro storico, nei pressi della Chiesa di Santa Maria dei Greci, viene indicata una pietra conosciuta come “pietra Santa”, che una tradizione locale vuole portata dalla Palestina dai Templari. Un racconto che appartiene alla memoria e alla cultura popolare di Caggiano e che va distinto dalle testimonianze storiche documentate.

Santa Maria dei Greci è interessante anche per la sua storia religiosa: la chiesa conserva infatti la memoria della presenza del rito greco, praticato a Caggiano almeno fino alla seconda metà del Cinquecento.

TRA CHIESE, MURA E BELVEDERE

La visita al centro storico si sviluppa tra architetture religiose e tracce dell’antico sistema fortificato. Oltre a Santa Maria dei Greci, meritano una sosta la Chiesa Madre del Santissimo Salvatore, la Chiesa di Santa Caterina e quella di Sant’Antonio, edifici nei quali sono conservate opere di artisti legati alla storia artistica della Campania.

Tra le testimonianze citate dal Comune figurano opere di Nicola Peccheneda, pittore settecentesco originario dell’area, e di altri artisti presenti nelle chiese del borgo.

Il percorso può proseguire verso Santa Veneranda, piccola chiesa collocata fuori dalle mura, in posizione panoramica. Da qui il paesaggio si apre sulla valle e sulle montagne circostanti, offrendo uno dei punti più suggestivi per osservare il territorio.

DAL BORGO AL MELANDRO

Caggiano non è soltanto storia e architettura. Il territorio comunale offre anche percorsi naturalistici legati al fiume Melandro, che attraversa una zona caratterizzata da gole, pareti rocciose e sorgenti.

Tra gli itinerari indicati dal Comune ci sono quelli verso le Grotte dello Zachito, area nella quale sono state rinvenute testimonianze della presenza umana preistorica. Il percorso lungo il Melandro permette invece di entrare in un paesaggio più selvaggio, tra canyon e formazioni rocciose, con tratti adatti anche a esperienze di trekking e, per visitatori adeguatamente attrezzati, di water trekking.

È una seconda anima di Caggiano: quella di un territorio montano nel quale il centro abitato e il paesaggio naturale sono strettamente legati.

A TAVOLA IL PASTICCIO CAGGIANESE

Il viaggio non può concludersi senza la gastronomia. La cucina locale è legata alla tradizione contadina e utilizza pasta fatta in casa, formaggi, salumi, verdure, legumi e carni.

Il piatto più caratteristico è il pasticcio caggianese, rustico preparato con carne tritata e formaggi, diventato uno dei simboli della gastronomia locale. Accanto al pasticcio ci sono le numerose preparazioni della pasta fresca, tra cui cavatiedd’, fusidd, zucaredd, palmariedd e la-an.

Tra i piatti della tradizione figurano inoltre lagane e ceci, scarola con polpettine e carciofi ripieni, mentre il patrimonio gastronomico comprende salumi, formaggi e prodotti agricoli del territorio.

Un posto particolare spetta al carciofo Bianco del Basso Tanagro, coltivazione tradizionale dell’area, mentre l’olio extravergine di oliva rappresenta un altro prodotto legato alla vocazione agricola del territorio.

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