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12 Settembre 2026
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Bonus condizionatori 2026: quali incentivi spettano e come ottenerli

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Bonus condizionatori 2026: quali incentivi spettano e come ottenerli

Con il caldo sempre più intenso e la necessità di rendere più efficienti le abitazioni, anche nel 2026 l’acquisto e l’installazione di un sistema di climatizzazione possono beneficiare di alcune agevolazioni. Non esiste però un unico “bonus condizionatori”: le possibilità cambiano in base al tipo di immobile, alle caratteristiche dell’impianto e soprattutto al genere di intervento effettuato.

Le principali strade da valutare sono il bonus ristrutturazioni, l’ecobonus e, in determinate circostanze, il Conto termico. Percentuali, limiti di spesa e requisiti non sono gli stessi e prima di procedere all’acquisto è quindi importante verificare quale misura sia applicabile al proprio caso.

Bonus ristrutturazioni: detrazione fino al 50%

L’installazione di un impianto destinato alla climatizzazione estiva con pompa di calore può rientrare tra gli interventi agevolabili dal bonus ristrutturazioni.

Per le spese sostenute nel 2026, la detrazione arriva al 50% per gli interventi effettuati sull’abitazione principale, mentre per gli altri immobili l’aliquota è pari al 36%. Il tetto di spesa preso in considerazione è di 96mila euro per unità immobiliare.

Uno degli aspetti che rendono questa soluzione particolarmente interessante è che l’intervento non deve necessariamente comportare la sostituzione di un precedente impianto di riscaldamento. La misura può quindi essere presa in considerazione anche quando si decide di installare un sistema di climatizzazione in un’abitazione residenziale.

In presenza di tutti i requisiti previsti, l’intervento può inoltre consentire di accedere al bonus mobili, possibilità che non è invece automaticamente collegata all’ecobonus.

Ecobonus, servono requisiti tecnici più stringenti

Un’altra possibilità è rappresentata dall’ecobonus, che nel 2026 prevede anch’esso una detrazione del 50% per l’abitazione principale e del 36% negli altri casi.

La differenza fondamentale riguarda però le caratteristiche dell’intervento. L’agevolazione è legata alla sostituzione, totale o parziale, di un impianto di climatizzazione invernale già esistente con una pompa di calore ad alta efficienza.

Il nuovo apparecchio deve quindi essere in grado di svolgere anche la funzione di riscaldamento e non può essere utilizzato esclusivamente per rinfrescare gli ambienti durante l’estate. Devono inoltre essere rispettati i parametri tecnici previsti dalla normativa.

L’ecobonus può essere applicato anche a immobili non residenziali. Per il 2026 il limite massimo della detrazione è di 30mila euro, corrispondente a una spesa agevolabile fino a 60mila euro nel caso dell’aliquota del 50%.

Il Conto termico può arrivare al 65%

Esiste poi un canale differente rispetto alle detrazioni fiscali: il Conto termico. In questo caso non viene incentivato il semplice acquisto di un condizionatore, ma la sostituzione di un sistema destinato al riscaldamento con una pompa di calore.

Un caso tipico è quello della sostituzione di una vecchia caldaia con un impianto a pompa di calore utilizzabile anche per il riscaldamento. È necessario documentare anche il corretto smaltimento dell’apparecchio sostituito.

È prevista inoltre la possibilità di un’integrazione con un impianto esistente, attraverso la cosiddetta formula “add on”, ma con condizioni specifiche legate alla tipologia dell’edificio e dei sistemi utilizzati.

Il contributo del Conto termico può raggiungere il 65% della spesa, anche se l’importo effettivamente riconosciuto viene calcolato tenendo conto di diversi fattori, tra cui la zona climatica e le caratteristiche tecniche della pompa di calore. Per incentivi fino a 15mila euro è prevista l’erogazione in un’unica soluzione.

Attenzione ai pagamenti e alla documentazione

Oltre ai requisiti tecnici, per usufruire delle detrazioni fiscali è fondamentale rispettare gli adempimenti previsti.

Il pagamento deve essere effettuato tramite bonifico bancario o postale parlante, riportando le informazioni necessarie per identificare la normativa che consente di accedere all’agevolazione, il codice fiscale del beneficiario, i dati fiscali dell’impresa e gli estremi della fattura.

Non è quindi sufficiente pagare con contanti o utilizzare modalità che non consentano di documentare correttamente la spesa secondo le regole previste.

Per gli interventi soggetti all’obbligo di comunicazione, inoltre, la documentazione tecnica deve essere trasmessa all’Enea entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori. Nel caso degli interventi che rientrano nel bonus ristrutturazioni, la comunicazione ha principalmente una funzione statistica e la sua eventuale omissione non comporta automaticamente la perdita dell’agevolazione.

Quale incentivo conviene?

La risposta dipende dalle caratteristiche dell’intervento. Chi vuole semplicemente installare un nuovo sistema di climatizzazione in un’abitazione può trovare nel bonus ristrutturazioni una soluzione particolarmente flessibile, anche perché non richiede necessariamente la sostituzione dell’impianto di riscaldamento esistente.

L’ecobonus è invece legato a un intervento di sostituzione più preciso e a requisiti tecnici specifici, ma presenta il vantaggio di poter essere utilizzato anche per immobili non residenziali.

Il Conto termico, infine, può garantire un contributo percentualmente più elevato, fino al 65%, ma si applica a interventi ben definiti e non al semplice acquisto di un climatizzatore.

Prima di acquistare l’apparecchio, dunque, è importante verificare non solo la percentuale di agevolazione, ma anche tipo di immobile, impianto già presente, caratteristiche della nuova pompa di calore, modalità di pagamento e obblighi documentali. Sono questi elementi, più che la semplice volontà di acquistare un condizionatore, a determinare quale incentivo sia effettivamente accessibile.

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