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29 Settembre 2026
29 Settembre 2026

Ospedale Sapri, Comitato di lotta: stato di agitazione permanente dopo sentenza Tar

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Ospedale Sapri, Comitato di lotta: stato di agitazione permanente dopo sentenza Tar

“Il Punto Nascita di Sapri non si tocca”. È lo slogan con cui il Comitato di Lotta dell’Ospedale di Sapri annuncia lo stato di agitazione permanente sul territorio del Golfo di Policastro, deciso nell’assemblea pubblica del 23 settembre scorso nell’aula consiliare del Comune, dopo la pubblicazione della sentenza n. 5279/2026 del Tar Campania, avvenuta il 21 settembre.

La mobilitazione, si legge nel documento diffuso dal Comitato, proseguirà fino alla “completa e definitiva risoluzione del problema” e alla riapertura in sicurezza del Punto Nascita e dell’intera struttura ospedaliera.

Nel documento il Comitato sostiene che, alla luce dell’attuale quadro sanitario regionale, il mantenimento del Punto Nascita di Sapri rappresenti una scelta che spetta alle istituzioni e chiede alla Regione Campania e al Comitato dei sindaci del Distretto sanitario 71 di adottare “soluzioni definitive e concrete”.

Secondo il Comitato, le possibilità organizzative per garantire il servizio esisterebbero già nel quadro normativo vigente, attraverso la riorganizzazione del percorso nascita e l’integrazione tra i diversi presidi ospedalieri. Nel documento viene citato, in particolare, il collegamento funzionale già strutturato con l’ospedale di Vallo della Lucania.

La proposta indicata è quella di garantire la gestione dei parti e una guardia attiva 24 ore su 24 per le emergenze ostetriche a Sapri, attraverso un modello di integrazione di rete, la rotazione del personale e l’adeguamento dei servizi. “La sicurezza clinica e il diritto di nascere nella propria terra non sono principi in contrasto”, afferma il Comitato, secondo cui i due obiettivi possono essere perseguiti attraverso una governance clinica integrata.

Nel comunicato viene inoltre richiamata la legge regionale numero 11 del 22 luglio 2025, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, che ha riconosciuto Sapri, insieme a Sessa Aurunca e Piedimonte Matese, tra i comuni individuati come zone disagiate sotto il profilo della fruizione dei servizi sanitari.

Il Comitato contesta inoltre l’idea che le esigenze delle aree periferiche possano essere affrontate esclusivamente attraverso criteri economici e numerici e richiama l’articolo 32 della Costituzione, che riconosce la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività.

Nel documento viene evidenziata anche la preoccupazione per le conseguenze della chiusura del Punto Nascita sulle donne in gravidanza e sulle famiglie del territorio, costrette, secondo il Comitato, a percorrere anche oltre un’ora di viaggio su strade considerate difficili per raggiungere altri presidi sanitari.

La sentenza del Tar Campania, afferma il Comitato, “non spegne la nostra protesta; al contrario, la ravviva e la rende ancora più intransigente”. L’organismo annuncia quindi che lo stato di agitazione continuerà “in ogni sede, nelle piazze e nelle istituzioni” fino all’adozione di atti ufficiali che consentano, secondo quanto richiesto, la restituzione del Punto Nascita al presidio ospedaliero “Immacolata” di Sapri.

Nel comunicato non viene esclusa, infine, l’ipotesi di uno sciopero generale sulla sanità dell’intero territorio cilentano. “Non si esclude l’indizione di uno SCIOPERO GENERALE sulla Sanità di tutto il territorio cilentano”, scrive il Comitato, annunciando che, in quel caso, “bloccheremo le attività, incroceremo le braccia e continueremo a sollecitare in modo perentorio la politica regionale sul tema della Sanità”.

“La salute è un diritto costituzionale, non un privilegio”, conclude il Comitato, ribadendo la propria intenzione di proseguire la mobilitazione.

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