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1 Ottobre 2026
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Pietro D’Angelo in pensione, il saluto della Comunità Montana Bussento-Lambro e Mingardo al segretario generale

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Pietro D’Angelo in pensione, il saluto della Comunità Montana Bussento-Lambro e Mingardo al segretario generale

Dopo quasi cinquant’anni di attività lavorativa, Pietro D’Angelo lascia per pensionamento l’incarico di segretario generale della Comunità Montana “Bussento-Lambro e Mingardo”. Un percorso professionale sviluppatosi attraverso una lunga fase di trasformazioni istituzionali e amministrative che ha interessato gli enti montani della Campania e, in particolare, il territorio del Cilento e del Golfo di Policastro.

D’Angelo ha seguito anche la fase di riorganizzazione delle Comunità montane campane avviata nel 2008 con la legge regionale 12 del 30 settembre. È in quel contesto che venne costituita la Comunità Montana “Bussento-Lambro e Mingardo”, attraverso l’accorpamento delle precedenti Comunità montane “Zona Bussento” e “Zona Lambro e Mingardo”. Il suo ruolo ha rappresentato un elemento di continuità amministrativa tra il precedente assetto e il nuovo Ente.

Negli anni successivi, l’attività della Comunità Montana si è ampliata su diversi fronti: dalla forestazione alla tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, dalla sentieristica alla mobilità sostenibile, fino ai servizi associati, alla programmazione territoriale e ai progetti di sviluppo locale.

Tra gli strumenti organizzativi realizzati dall’Ente c’è anche la Centrale unica di committenza, istituita nel 2015 e successivamente aperta alla partecipazione dei Comuni e di altri enti. Un’attività che ha rafforzato la funzione sovracomunale della Comunità Montana.

Particolare attenzione è stata dedicata negli anni al comparto della forestazione, uno dei settori tradizionalmente più importanti per gli enti montani. Un ambito caratterizzato anche da difficoltà finanziarie, limitazioni nelle assunzioni, carenza di personale e problematiche legate ai trasferimenti regionali, che hanno interessato in particolare la gestione degli operai idraulico-forestali.

Parallelamente, la Comunità Montana ha sviluppato nuove linee di progettazione legate alla valorizzazione delle aree interne e alla sostenibilità ambientale. Tra queste figura la Green Community “Bussento-Lambro e Mingardo”, finanziata nell’ambito del Pnrr, con interventi nei settori delle energie rinnovabili, del patrimonio forestale, della mobilità sostenibile, della rete sentieristica e dello sviluppo locale.

Un altro ambito seguito negli anni è stato quello dei cammini. La Comunità Montana ha partecipato alla progettazione e alla valorizzazione del Cammino di San Nilo, inserito nelle strategie di promozione dei percorsi religiosi e naturalistici del territorio.

L’impegno di D’Angelo non si è limitato all’attività della singola Comunità Montana. Il suo percorso si è sviluppato anche nell’ambito dell’Uncem, l’Unione nazionale Comuni, Comunità ed enti montani, dove ha ricoperto l’incarico di segretario generale della struttura campana, partecipando al confronto istituzionale sui temi riguardanti gli enti montani e, in particolare, la forestazione.

Tra gli ultimi progetti seguiti nel corso della sua attività c’è anche il percorso che ha portato alla certificazione di Gestione forestale sostenibile secondo lo standard Pefc di oltre 6mila ettari di patrimonio forestale pubblico nell’ambito della Green Community. La certificazione è stata presentata nel gennaio scorso a Futani, alla presenza di rappresentanti istituzionali, di Uncem e di Pefc Italia.

Il pensionamento di D’Angelo segna quindi la conclusione di un lungo periodo professionale coinciso con una fase complessa per le Comunità montane, chiamate negli anni a ridefinire funzioni e strumenti di intervento mentre affrontavano anche una progressiva riduzione delle risorse e del personale.

La Comunità Montana “Bussento-Lambro e Mingardo”, che comprende 15 Comuni, ha rivolto al segretario generale un ringraziamento per l’attività svolta e per il contributo fornito alla gestione dell’Ente e alla realizzazione delle iniziative portate avanti sul territorio.

Con l’uscita di D’Angelo si chiude così un capitolo professionale durato decenni e sviluppatosi parallelamente all’evoluzione delle politiche rivolte alle aree montane e interne del Cilento.

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