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4 Ottobre 2026
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San Francesco nel Cilento, la tradizione racconta il passaggio ad Agropoli nel 1222

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San Francesco nel Cilento, la tradizione racconta il passaggio ad Agropoli nel 1222

San Francesco d’Assisi potrebbe aver attraversato anche il Cilento nel corso di uno dei suoi viaggi verso il Sud Italia. Il condizionale è necessario perché, se il passaggio del Santo nella Campania meridionale è inserito dalla tradizione francescana nel suo viaggio verso il santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano, non esiste una fonte contemporanea ai fatti che consenta di affermare con certezza ogni singola tappa del percorso.

La tradizione colloca in particolare ad Agropoli un passaggio di Francesco nella primavera del 1222. Secondo il racconto tramandato dalle fonti francescane locali, il Santo sarebbe arrivato nella zona della baia di Trentova insieme a un confratello dopo aver predicato nell’area di Pollica. Ad Agropoli avrebbe poi cercato di parlare alla popolazione, senza trovare inizialmente ascolto, e si sarebbe ritirato su uno scoglio per pregare e predicare. Da qui nasce anche la celebre tradizione della predica ai pesci.

Il racconto è entrato profondamente nella memoria religiosa e culturale di Agropoli, tanto che sul luogo indicato dalla tradizione è stata collocata una lapide che ricorda la predicazione del Santo. Nel 2014 fu inoltre presentato ad Agropoli un progetto dedicato proprio al «passaggio di San Francesco», con l’obiettivo di ricostruirne il percorso attraverso documenti, immagini e opere realizzate da artisti locali.

Ma cosa c’è di storicamente certo?

Le fonti francescane ricordano il viaggio compiuto da Francesco verso il santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano. Secondo la rivista della Basilica di San Francesco, il Santo si mise in cammino verso il Gargano nel 1222 e attraversò parte del Mezzogiorno. La ricostruzione del viaggio comprende diverse località campane e trova un ulteriore elemento nella tradizione legata al convento di San Francesco a Folloni, nel territorio di Montella, in provincia di Avellino.

Il Comune di Montella indica infatti il gennaio del 1222 come momento in cui, secondo la tradizione, Francesco sarebbe passato nel bosco di Folloni mentre era diretto al santuario di San Michele sul Gargano, lasciandovi alcuni confratelli. La stessa ricostruzione è riportata dal Sistema informativo degli Archivi di Stato, che precisa però il carattere tradizionale dell’attribuzione.

Il percorso verso il Gargano rende dunque plausibile un attraversamento della Campania meridionale, ma non permette, da solo, di trasformare ogni racconto locale in una certezza documentaria.

È proprio su questo confine tra storia e memoria che si colloca la vicenda cilentana. La tradizione di Agropoli attribuisce a Francesco una sosta sulla costa e una predicazione ai pesci.

Un elemento particolarmente significativo riguarda anche Amalfi. Una recente ricostruzione storica ha mostrato come il presunto passaggio di Francesco sulla Costiera sia stato elaborato e consolidato nel corso dei secoli attraverso fonti, iscrizioni e tradizioni locali, mentre le testimonianze documentarie più antiche attestano l’esistenza di una presenza francescana ad Amalfi soltanto in epoca successiva.

Il caso del Cilento si inserisce dunque in un fenomeno più ampio: quello della costruzione della memoria francescana nel Mezzogiorno. Il viaggio di Francesco verso il Gargano è storicamente attestato dalle fonti francescane, mentre la precisa rotta percorsa e alcune delle tappe meridionali rimangono affidate alla tradizione.

Fonte foto https://www.viaggiareinumbria.com/il-vero-volto-di-san-francesco/

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