Il futuro dei Punti Nascita di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese torna al centro dell’attività del Consiglio regionale della Campania. Approvata oggi, con l’astensione dei gruppi di opposizione, la mozione presentata dal gruppo consiliare PD, con Francesco Picarone come primo firmatario e sottoscritta da altri consiglieri regionali, sui Punti Nascita di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese.
Il Consiglio ha dato un indirizzo chiaro alla Giunta per le aree disagiate: la riorganizzazione della rete materno-infantile deve tenere conto della specificità dei territori riconosciuti come tali dalla L.R. 11/2025, a partire dai tempi di percorrenza e dalle caratteristiche oro-geografiche.
Il nuovo modello, costruito sul lavoro in rete tra i presidi, ha un obiettivo preciso: garantire in ogni caso la sicurezza della gestante e del nascituro, con standard clinici uniformi e una governance unica tra le strutture coinvolte.
Il punto centrale è la necessità di affiancare ai parametri quantitativi una valutazione delle caratteristiche concrete dei territori: distanze, tempi di percorrenza, condizioni geografiche e accessibilità dei presidi ospedalieri. È un’impostazione che chiede di riesaminare la programmazione della rete tenendo conto delle peculiarità delle aree periferiche e disagiate.
Il modello indicato punta sul lavoro integrato tra le strutture, con l’obiettivo di mantenere standard clinici omogenei e assicurare la sicurezza della gestante e del neonato.
La mozione approvata non propone, dunque, di prescindere dai requisiti sanitari previsti per l’assistenza al parto. Al contrario, il documento collega il mantenimento dei servizi alla necessità di garantire livelli adeguati di sicurezza, personale e organizzazione, attraverso una rete coordinata tra i presidi interessati. La proposta di legge regionale che ha riconosciuto le tre realtà come zone disagiate aveva già individuato, tra gli ambiti di intervento, il potenziamento dei punti nascita e l’innalzamento degli standard operativi, tecnologici e di sicurezza dell’assistenza ostetrica e neonatale.
La vicenda si inserisce in un confronto istituzionale che dura da mesi. Sul territorio la questione continua a coinvolgere direttamente le amministrazioni comunali, che da mesi chiedono di rivedere le decisioni assunte sulla rete dei punti nascita.
Per Picarone, il percorso avviato in Consiglio deve quindi proseguire insieme ai sindaci e alle comunità locali. «Un passo che va nella stessa direzione dell’azione dei sindaci del territorio, impegnati con determinazione per contrastare la chiusura dei Punti Nascita, e a fianco dei quali continueremo a lavorare», afferma il consigliere regionale.
La questione resta ora legata alle successive decisioni della Giunta regionale e alla definizione della nuova organizzazione della rete materno-infantile.












