Sostanziale invarianza delle condizioni dei principali acquiferi e schemi idrici dell’Appennino Meridionale e del relativo stato di severità idrica, sia per il comparto potabile sia per quello irriguo. È quanto emerge dalla seduta del 6 ottobre dell’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale. La principale novità riguarda la fine dello stato di emergenza per le province di Crotone e Reggio Calabria.
Nel comparto potabile, lo stato di severità idrica si mantiene basso sull’intero territorio distrettuale, comprese le province di Crotone e Reggio Calabria, per le quali è cessato lo stato di emergenza. Fanno eccezione alcune aree del Lazio meridionale, in particolare la provincia di Frosinone, la provincia di Chieti in Abruzzo e le province campane di Avellino e Benevento, dove il livello di severità tende al medio.
Nel corso della riunione è stato inoltre illustrato lo stato di attuazione delle attività per la valutazione del bilancio idrologico a scala distrettuale e del progetto di potenziamento e integrazione della rete di monitoraggio meteo-idro-pluviometrica dei bacini idrografici sottesi alle dighe di Acerenza, Camastra, Monte Cotugno, Pertusillo, Saetta e Serra del Corvo e alle traverse di Trivigno e Sauro, attraverso l’installazione di nuove stazioni meteorologiche.
È stato inoltre fatto il punto sugli interventi strutturali in corso, in larga parte già completati, dal Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale in qualità di commissario straordinario di governo alle opere ex Eipli, ora in gestione ad Acque del Sud Spa. Particolare attenzione è stata dedicata alla fase di collaudo dell’intervento relativo al cosiddetto adduttore Acerenza-Genzano.
“Non ci sono situazioni di particolare criticità, è stato revocato lo stato di emergenza per Crotone e Reggio Calabria. Si rilevano alcune criticità a scala locale e comunque meno significative di quanto rilevato nello scorso biennio, sia nel comparto potabile che nel comparto irriguo, che vengono comunque esaminate anche nell’ambito dei Tavoli Tecnici istituiti presso l’Autorità.”
Lo ha sottolineato il segretario generale dell’Autorità distrettuale di bacino dell’Appennino Meridionale, Vera Corbelli.
Nel suo intervento introduttivo, Corbelli ha inoltre annunciato che, sul tema del recupero qualitativo delle acque del fiume Sarno, si è tenuto un incontro con il Comando generale dei Carabinieri del NOE e che prosegue la collaborazione con la Procura della Repubblica di Torre Annunziata.
Il segretario generale ha inoltre ricordato la prosecuzione dei tavoli con le Regioni “per la regolamentazione dei trasferimenti idrici e per altri interventi che stiamo attivando”. Tra questi, il trasferimento delle risorse della sorgente del Gari verso il territorio della Campania, nell’ambito dei rapporti tra Lazio e Campania, è in fase di finalizzazione.
Proseguono anche le attività relative alle “progettazioni che stiamo portando avanti per il completamento degli schemi idrici della Basilicata”.
“Per quanto concerne il trasferimento idrico Molise-Puglia, dall’invaso del Liscione all’invaso di Occhito, si stanno finalizzando le attività curate dall’Autorità di Bacino e propedeutiche all’accordo tra Regione Molise e Regione Puglia, nell’ambito del quale andranno anche definite le le compensazioni ambientali”, ha infine ricordato il segretario generale Corbelli.
Nel corso della seduta l’ingegnere Pasquale Coccaro ha illustrato nel dettaglio la situazione degli acquiferi e degli schemi idrici del distretto dell’Appennino Meridionale.
Sul sistema idrico Ionico-Sinni, che comprende le dighe di Monte Cotugno e Pertusillo, al primo ottobre si registra un surplus complessivo di risorsa rispetto allo stesso periodo del 2025 superiore a 100 milioni di metri cubi, con una disponibilità utile nei due invasi pari a 179,75 milioni di metri cubi.
In recupero anche la disponibilità idrica nello schema dell’Ofanto. “Attualmente si riscontra una disponibilità di circa 57 milioni di metri cubi, con un surplus di circa 15 milioni rispetto all’omologo periodo dell’anno scorso”, ha sottolineato Coccaro.
Lo schema idrico del bacino del Fortore presenta un surplus di circa 49 milioni di metri cubi rispetto allo scorso anno. “Risulta comunque necessario proseguire il monitoraggio ai fini della programmazione”, ha sottolineato Coccaro.
Il riferimento è in particolare all’invaso di Occhito, che durante l’estate ha fornito acqua al Consorzio di Bonifica della Capitanata, diversamente da quanto avvenuto lo scorso anno. Attualmente l’invaso dispone di 91,43 milioni di metri cubi d’acqua, a fronte di una capacità complessiva di 250 milioni.
Per lo schema Sele-Calore Salernitano, pur persistendo una situazione di surplus nella disponibilità idrica complessiva, pari a quasi 900 litri al secondo rispetto allo scorso anno, permane “un ritardo nel processo di ricarica degli acquiferi interessati con un deficit di portata, rispetto alla media storica, di circa 250 litri al secondo sia per le sorgenti di Cassano Irpino che pere la sorgente Sanità di Caposele”, ha segnalato Coccaro.
Nel complesso, per gli schemi idrici della Campania si osserva un generale miglioramento della disponibilità, con un surplus di 319 litri al secondo sullo schema ABC Napoli e di 12,5 litri al secondo su quello di Alto Calore Servizi.
Resta tuttavia una situazione da monitorare. “Acqua Campania ha segnalato che nelle prossime settimane l’eventuale incremento della domanda potrebbe portare a saturare la capacità di produzione dell’Acquedotto della Campania Occidentale”, ha avvertito Coccaro. La problematica potrebbe interessare il Casertano e l’area settentrionale della provincia di Napoli.
Nell’ambito delle attività in corso per la sottoscrizione dell’Accordo di Programma finalizzato alla regolamentazione del trasferimento idrico Lazio-Campania, è in corso di valutazione l’autorizzazione provvisoria all’incremento del prelievo a favore dell’Acquedotto della Campania Occidentale fino a un massimo di 600 litri al secondo, analogamente a quanto avvenuto nel 2025.
Positivi, infine, i riscontri per l’area abruzzese. Nel sub ambito Marsicano si registra un surplus di disponibilità idrica superiore a 55 litri al secondo rispetto allo scorso anno, mentre l’area del Chietino resta interessata da criticità di natura strutturale e non legate all’effettiva disponibilità della risorsa idrica.












