Si è conclusa a Castelluccio Cosentino, frazione di Sicignano degli Alburni, la NARESidenza, residenza artistica e musicale dedicata alla fase finale di arrangiamento e registrazione di NARES, il primo album del musicista Antonio Saporito.
Per tre settimane, gli spazi dell’associazione onlus La Ginestra hanno ospitato 15 musicisti e musiciste provenienti da luoghi, Paesi e percorsi differenti, riuniti per lavorare alla realizzazione del disco e condividere esperienze, pratiche e sensibilità artistiche.
Il progetto è nato con l’obiettivo di fare della produzione musicale un’esperienza collettiva, basata non soltanto sulla composizione, ma anche sugli incontri e sugli scambi tra gli artisti coinvolti. La residenza ha rappresentato così un’occasione per sperimentare, confrontarsi e sviluppare nuove relazioni attraverso la musica.
Il nome NARES richiama l’antica espressione latina “Nares Lucanae”, utilizzata da Cicerone per indicare i Monti Alburni, definiti le “Narici della Lucania”. Un’immagine che Saporito ha scelto come metafora della propria terra e del suo rapporto con la ricerca musicale.
«Mi è sempre piaciuta l’idea di pensare alla mia terra come a un organismo vivente, capace di respirare e di lasciarsi attraversare da nuove correnti, senza rinunciare alla propria essenza e unicità», racconta il musicista, spiegando di voler portare nella propria musica le esperienze degli incontri, dei viaggi e delle contaminazioni che hanno accompagnato il suo percorso personale e artistico.
Cresciuto tra i Monti Alburni e interessato alle lingue e alle culture del mondo, Saporito sviluppa con NARES una ricerca che parte dalle tradizioni del Sud Italia e del Mediterraneo per confrontarsi con altri linguaggi. Il progetto musicale punta a mettere in relazione radici e movimento, tradizione e trasformazione, appartenenza e apertura culturale.
La scelta di realizzare la residenza negli Alburni ha coinvolto direttamente anche il territorio. Gli artisti hanno vissuto e lavorato nel borgo, condividendone gli spazi e la quotidianità e instaurando un rapporto con la comunità locale.
«Noi abbiamo portato idee, musica e visione; la comunità di Castelluccio ci ha restituito accoglienza, fiducia, ascolto e uno spazio in cui tutto questo potesse accadere», aggiunge Saporito.
L’iniziativa si inserisce in una riflessione sul ruolo della cultura nelle aree interne, considerate non soltanto come luoghi di conservazione delle tradizioni, ma anche come spazi in cui possono nascere nuove produzioni artistiche e occasioni di incontro. La residenza ha messo in relazione musicisti, associazioni e comunità, valorizzando le risorse culturali del territorio.
Il percorso si è concluso con una giornata pubblica dedicata alla restituzione dell’esperienza. Il programma ha previsto laboratori di musica e balli del mondo per bambini e adulti, un momento di confronto, un concerto con gli artisti della residenza, una cena condivisa con la comunità e una jam session finale.
La giornata ha rappresentato un momento di condivisione del lavoro svolto e del percorso collettivo sviluppato durante le tre settimane. Nel territorio del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, la NARESidenza ha così intrecciato produzione musicale, scambio culturale e partecipazione della comunità.
Il lavoro su NARES proseguirà ora con le ultime fasi di completamento del disco, primo risultato discografico di Antonio Saporito.












