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23 Ottobre 2026
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Sapri, il Punto Nascita chiude il 16 novembre: cosa prevede il piano dell’Asl Salerno

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Sapri, il Punto Nascita chiude il 16 novembre: cosa prevede il piano dell’Asl Salerno

Il 16 novembre sarà l’ultimo giorno di attività del Punto Nascita dell’ospedale “Immacolata” di Sapri. La chiusura è stata formalizzata dalla direzione generale dell’ASL Salerno, in esecuzione delle disposizioni della Regione Campania e in ottemperanza alla sentenza del TAR dello scorso 21 settembre.

Il provvedimento definisce anche le modalità con cui dovrà essere riorganizzata l’assistenza alle pazienti, delineando un nuovo assetto per le attività ostetriche e ginecologiche del presidio ospedaliero. La decisione arriva al termine di una lunga vicenda che ha coinvolto istituzioni locali, cittadini e comitati impegnati per il mantenimento del servizio nel Golfo di Policastro.

Intanto, questa mattina, come riporta SapriLive, il Comitato di Lotta si è riunito d’urgenza presso il Comune di Sapri, mentre si avvicina la data fissata per la cessazione del servizio.

La chiusura del Punto Nascita non comporterà la sospensione delle attività di Ginecologia e Ostetricia. Il piano predisposto dall’azienda sanitaria prevede il mantenimento delle visite specialistiche, delle ecografie, delle cardiotocografie, della diagnostica prenatale, delle amniocentesi e delle altre prestazioni ambulatoriali. Sarà inoltre assicurata l’attività chirurgica ginecologica programmata.

Per le emergenze ostetriche non differibili è prevista una guardia attiva sulle 24 ore, con la presenza di un ginecologo e di un’ostetrica. L’organizzazione del servizio potrà contare complessivamente su sei medici e sei ostetriche. Nei casi in cui il trasferimento della gestante non sia temporaneamente possibile, è prevista anche la reperibilità di un medico esperto.

Un ruolo centrale sarà affidato alla valutazione preventiva del rischio ostetrico, con l’obiettivo di indirizzare le donne in gravidanza verso punti nascita di secondo livello, in grado di garantire un’assistenza adeguata alle diverse necessità cliniche.

In caso di emergenza, il piano prevede il trasporto materno assistito verso l’ospedale di Vallo della Lucania o altre strutture ritenute idonee. Le modalità operative dovranno quindi assicurare la gestione delle situazioni urgenti e il collegamento con i presidi ospedalieri di riferimento.

La fase di transizione riguarderà anche le pazienti attualmente ricoverate. Il piano stabilisce una dimissione graduale delle puerpere e la prosecuzione dell’assistenza alle gestanti presenti in reparto, con il completamento delle procedure entro il 16 novembre.

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