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2 Marzo 2026
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Abbazia del Goleto: in Irpinia un gioiello medievale tra arte e fede

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Abbazia del Goleto: in Irpinia un gioiello medievale tra arte e fede

Un luogo dove la storia medievale si fonde con la spiritualità e l’ospitalità per il pellegrino moderno. È l’Abbazia del Goleto, una delle più affascinanti mete del turismo religioso e culturale del Sud Italia, situata nel cuore dell’Irpinia campana.

Sorta nel 1133 per volontà di San Guglielmo da Vercelli, l’abbazia fu concepita come cittadella monastica del Santissimo Salvatore, trovando terreno fertile su un vasto possedimento donato dal signore normanno Ruggero di Monticchio. Qui, accanto alla chiesa centrale, fu realizzato un originale “doppio monastero”, con due ali e cloister, di cui il maggiore dedicato alle monache, mentre i monaci si occupavano delle funzioni liturgiche e del lavoro quotidiano.

Un grande centro religioso e culturale nel medioevo

Nel corso del XIII secolo, l’abbazia raggiunse il suo apice artistico e spirituale sotto le abbadesse Marina II e Scolastica, che promossero la costruzione di la Chiesa di San Luca (completata nel 1255): un edificio oggi considerato uno dei più significativi esempi di architettura monastica di quell’epoca, ricco di influssi gotici e romanici e pensato per custodire una preziosa reliquia dell’evangelista.

Tra i simboli più imponenti del complesso resta la torre di Febronia – eretta nel 1152 su progetto difensivo – costruita con blocchi scolpiti recuperati da un antico mausoleo romano.

Declino, abbandono e rinascita

Come molte istituzioni monastiche italiane, anche il Goleto patì un periodo di profonda crisi fino alla soppressione del 1807 decretata da Giuseppe Bonaparte, con dispersione di beni, opere d’arte e il trasferimento delle spoglie di San Guglielmo all’Abbazia di Montevergine. Il complesso rimase in stato di abbandono per oltre un secolo e mezzo, esposto all’incuria e ai danni naturali.

La svolta arrivò nel 1973, grazie all’impegno del monaco benedettino Padre Lucio Maria De Marino, che avviò un impegnativo processo di recupero materiale e spirituale dell’abbazia. Negli anni successivi, anche grazie al lavoro di comunità religiose come i Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, il Goleto tornò ad essere un centro vivo di preghiera, spiritualità e accoglienza per pellegrini e visitatori in cerca di silenzio e riflessione. Dal luglio 2021, la cura del sito è affidata a una fraternità presbiterale che ne promuove attività culturali, liturgiche e di ospitalità.

Visitare il Goleto oggi

Il complesso è aperto ai visitatori con accesso libero e gratuito, con orari che variano stagionalmente. Tra aprile e settembre l’abbazia è accessibile dalle 9:00 alle 19:00, mentre nei mesi autunnali e invernali l’apertura è dalle 10:00 alle 18:00. Per chi desidera approfondire con visite guidate o partecipare alle celebrazioni liturgiche, è consigliato contattare il rettore o la segreteria dell’Abbazia.

Oltre alla visita del complesso religioso e dei suoi monumenti, l’esperienza al Goleto può arricchirsi con percorsi spirituali e ritiri, offrendo un’occasione di scoperta personale nel silenzio di un luogo carico di storia millenaria.

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