Si apre il bando di concorso per il “Premio Erica Fraiese: metti in moto la Natura!”

Il Premio Erica Fraiese quest’anno cambia look a cominciare dal titolo "Premio Erica Fraiese: metti in moto la Natura!" e si presenta con nuove aree tematiche tese a far partecipare concretamente gli studenti a progetti ambientali in sinergia con le Istituzioni.

La settima edizione del bando di concorso, aperta agli studenti dai 10 ai 15 anni, ha già ottenuto i patrocini del Ministero dell’Ambiente, della Federparchi, della Provincia di Salerno, del Corpo Forestale dello Stato, dell’Azione Cattolica Italiana, della Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo e, per la prima volta, il prestigioso patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.
Il Concorso sarà pubblicato nei prossimi giorni sul sito istituzionale dell’Ente Parco, della Commissione Europea e sui siti degli altri enti patrocinatori nonché sul portale del Ministero della Pubblica Istruzione.

Il Presidente del Parco, Amilcare Troiano, auspica che il Premio possa crescere sempre di più perché i temi della tutela dell’ambiente, della valorizzazione del territorio e della solidarietà sono valori universali che non hanno confini. "Rivolgo un invito a tutte le scuole – afferma Troiano – affinché partecipino al Premio Erica Fraiese ed inseriscano il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano fra le mete preferite per vivere un’esperienza indimenticabile nel ricordo della piccola Erica".

Ma chi era Erica? Sul sito web www.premioericafraiese.org si legge:

Erica Fraiese nasce a Salerno il 19 settembre 1985 e muore, per un incidente, il 2 novembre 1999. Sino a quel giorno vive con la famiglia a Capaccio Scalo, tra il vicino mare e la campagna di Trentinara; frequenta il liceo scientifico "Alfonso Gatto", gioca nella squadra femminile di pallavolo, è attiva nell’ACR sui temi della pace, dell’ambiente, dell’aiuto agli anziani.

Comincia a scrivere i brevi racconti in chiave di favola a 12 anni. Lascia anche un "diario" di cinque anni: libretto-mastro di curiosità, osservazioni, inquietudini adolescenziali. Diario che prepara la scrittura consapevole di queste favole.

Le favole di Erica cominciano con l’animazione di un dialogo tra "diario" e "libro pettegolo" e finiscono con due paginette di "pene d’amore": specchio del laboratorio sentimentale confidato al diario scritto sino alla vigilia della morte. Al diario Erica dedica una sistematica cura quotidiana trasferendovi gioie e piccole disperazioni, sogni e fantasie, simpatie, antipatie, affetti.
Nel diario si aprono all’improvviso varchi di scrittura adulta, maestrie, che annunciano e preparano la maturità delle favole e dei racconti.

UNA DELLE FAVOLE SCRITTE DA ERICA.

La margherita.

In un praticello verde una comitiva di margheritine chiacchierava discutendo del mondo e dei suoi ideali. Una margherita molto giovane, un pò in disparte, se ne stava ad ammirare il cielo nei suoi magnifici colori del vespro. Questo fiore era veramente magnifico, forse il più bello fra tutti. Una mattina, di buon’ora, arrivò al campo una ragazza dai corti capelli e dagli occhi meridionali. Ella si stese sull’erba ancora bagnata dalla rugiada e mentre le goccioline d’acqua le impregnavano i capelli, lei trasognata pensava al suo fidanzatino. Colse la margherita e cominciò a sfogliarla, m’ama, non m’ama. A ogni parola la pratolina tremava pensando: "E se esce non m’ama che fine farò?" Per sua fortuna capitò il contrario e il fiore fu conservato nelle pagine di un diario. Ora i due si sono sposati e questa usanza è invalsa nella società fino ad adesso.

 

Da qualche parte Erica scrisse:

all’invisibile e a tutti quelli ignorati: "Prima o poi sarete voi i padroni del mondo"