29 Gennaio 2026

AI in Parlamento: cosa cambiano le nuove leggi italiane

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AI in Parlamento: cosa cambiano le nuove leggi italiane

Negli ultimi mesi l’Italia ha compiuto passi significativi nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale (IA). Con l’approvazione della Legge n. 132 del 23 settembre 2025, il Parlamento italiano ha creato un quadro legislativo nazionale in linea con il Regolamento europeo AI Act, stabilendo regole chiare per l’uso e lo sviluppo dei sistemi di IA in tutti i settori strategici.

Perché il Parlamento italiano si concentra sull’intelligenza artificiale

L’attenzione del Parlamento sull’IA nasce dalla crescente diffusione delle tecnologie digitali in sanità, pubblica amministrazione, industria e servizi. La legge italiana punta a bilanciare innovazione tecnologica e tutela dei diritti fondamentali, assicurando trasparenza nei sistemi automatizzati e responsabilità umana nelle decisioni supportate dall’IA.

Le novità della Legge 132/2025

La normativa italiana stabilisce principi chiave come sicurezza, non discriminazione, protezione dei dati personali, sostenibilità e rispetto della dignità umana. Questi principi guidano la pubblica amministrazione, le aziende e gli operatori del settore digitale nell’adozione di soluzioni di IA.

Un elemento fondamentale riguarda i decreti attuativi che il Governo dovrà emanare entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge. I decreti dettaglieranno le modalità di applicazione dell’IA in sanità, giustizia, lavoro e industria, garantendo che i sistemi siano impiegati in modo sicuro e trasparente. Ad esempio, nella giustizia, l’IA potrà supportare l’analisi dei dati, ma la decisione finale resta sempre affidata a un giudice umano.

Implicazioni per imprese, cittadini e pubblica amministrazione

Per le aziende, la legge fornisce certezza giuridica, definendo obblighi di trasparenza, valutazione dei rischi e conformità normativa. Per i cittadini, rafforza le tutele sui dati personali e sui diritti fondamentali, mentre la pubblica amministrazione riceve linee guida per utilizzare l’IA in modo etico ed efficiente. La legge interviene anche sul diritto d’autore, proteggendo le opere create con l’ausilio dell’IA solo se è dimostrabile un apporto creativo umano, e prevede sanzioni per l’uso illecito di tecnologie, comprese le manipolazioni digitali come i deepfake dannosi.

Il dibattito parlamentare e le prospettive future

Associazioni di settore, esperti e rappresentanti istituzionali hanno accolto la legge come un passo importante per dare certezza normativa in un settore in rapida evoluzione. I prossimi anni vedranno l’adozione dei decreti attuativi e l’aggiornamento biennale della strategia nazionale per l’IA, elementi che garantiranno competitività, innovazione e tutela dei diritti.

La legge italiana sull’IA rappresenta quindi un modello di governance tecnologica che combina innovazione, etica e diritto, posizionando l’Italia tra i Paesi europei più avanzati nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale.

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