Ad Amalfi il paesaggio è una questione di equilibrio: il mare che entra nel paese, la roccia che lo sostiene, le case che si incastrano l’una sull’altra come in un mosaico mediterraneo. Arrivarci significa incontrare una delle città simbolo della Costiera Amalfitana, ma anche una ex Repubblica Marinara che per secoli ha giocato un ruolo chiave nei commerci e nella cultura del Mediterraneo.
Il centro gravita intorno a piazza Duomo, dominata dalla Cattedrale di Sant’Andrea, con la sua facciata arabeggiante e la scalinata monumentale che segna il confine tra la vita quotidiana e la dimensione più solenne della città. All’interno, la cripta barocca e il Chiostro del Paradiso raccontano un Amalfi colta, cosmopolita, aperta alle influenze orientali, come lo era quando le sue navi solcavano il mare.
Ma la storia di Amalfi non è fatta solo di rotte e porti. Per secoli, la città è stata uno dei principali centri europei per la produzione della carta. Un primato oggi poco noto, ma ancora leggibile visitando il Museo della Carta, ospitato in un’antica cartiera lungo il corso del torrente Canneto. Qui si scopre come la cosiddetta “carta amalfitana”, realizzata a mano, fosse apprezzata in tutta Europa per qualità e resistenza. Poco sopra, la Valle dei Mulini conserva i resti delle cartiere medievali immerse in una vegetazione fitta e umida: una passeggiata sorprendente, che svela il lato più silenzioso e produttivo della città.
Il mare resta però una presenza costante. La spiaggia di Amalfi, subito sotto il centro storico, è il punto più accessibile; chi preferisce angoli meno affollati può raggiungere il Duoglio o spostarsi in barca lungo la costa. Tra le escursioni più frequentate c’è la Grotta dello Smeraldo, poco distante, mentre Amalfi è anche base ideale per muoversi via mare verso Positano, Capri o Ravello.
A tavola, la cucina racconta una tradizione semplice e identitaria. Il piatto simbolo sono gli scialatielli ai frutti di mare, nati proprio ad Amalfi: una pasta corta e spessa, pensata per raccogliere il sapore del pescato. Non mancano le alici, i totani, i paccheri con pesce del giorno. E poi c’è il limone, protagonista assoluto: lo Sfusato Amalfitano, coltivato sui terrazzamenti, entra nei piatti, nei dolci e nel celebre limoncello. Una granita al limone, gustata guardando il porto, è quasi un rito.
Amalfi è anche punto di partenza per chi ama camminare: dai sentieri verso Agerola e il Sentiero degli Dei alle scalinate che collegano il centro alle frazioni alte. E mantiene viva la memoria del suo passato con eventi come la Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, che la vede ancora oggi rivaleggiare con Venezia, Genova e Pisa.



