La primavera del 2026 sarà un passaggio politico destinato a misurare i nuovi equilibri tra maggioranza e opposizione anche sui territori. Il ritorno alle urne fissato dal governo per il 24 e 25 maggio, con eventuale turno di ballottaggio l’8 giugno, coinvolgerà centinaia di amministrazioni locali e avrà in Campania, e in particolare nella provincia di Salerno, uno dei suoi baricentri più significativi.
Nel Salernitano il voto assume una valenza che travalica i confini municipali. Il rinnovo del consiglio comunale di Salerno rappresenta il cuore politico della tornata. Il capoluogo, storicamente laboratorio e roccaforte del centrosinistra campano, arriva all’appuntamento elettorale in un clima di ridefinizione interna agli schieramenti, con movimenti e trattative che coinvolgono non solo i livelli cittadini ma anche quelli regionali e nazionali.
Ma la partita non si esaurisce nel capoluogo. In Costiera amalfitana il voto ad Amalfi, Maiori e Positano incrocia temi delicati come la gestione dei flussi turistici, la pressione urbanistica e l’equilibrio tra sviluppo economico e tutela del paesaggio. Qui la dialettica politica tende a intrecciarsi con interessi economici forti e con una crescente domanda di regolazione e programmazione strategica.
Scendendo verso sud, nel Cilento e nelle aree interne, la dimensione cambia ma non perde intensità. Comuni come Celle di Bulgheria, Casal Velino e San Giovanni a Piro si preparano al confronto. Più nell’entroterra, realtà come Laurino, Lustra, Pertosa, Polla, Postiglione, Sassano e Sicignano degli Alburni vivranno un passaggio che, pur lontano dai riflettori mediatici nazionali, incide profondamente sugli assetti sociali ed economici locali.
Nell’Agro nocerino-sarnese e nella Valle dell’Irno il confronto si annuncia ancora più strutturato. A Cava de’ Tirreni, Angri e Pagani, comuni con popolazione superiore ai 15 mila abitanti, il sistema elettorale prevede l’eventuale ballottaggio, elemento che spinge le coalizioni a costruire alleanze larghe sin dal primo turno o a prepararsi a trattative decisive tra le due votazioni. Anche centri come Campagna, Laviano, San Valentino Torio e Valva contribuiscono a definire un mosaico elettorale che restituisce l’immagine di una provincia politicamente vivace e frammentata.




