26 Febbraio 2026
26 Febbraio 2026

Amministrative: Romino Marzullo candidato sindaco di Campagna

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Amministrative: Romino Marzullo candidato sindaco di Campagna

La città di Campagna si prepara a tornare al voto il 24 e 25 maggio, dopo lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale: dodici consiglieri hanno rassegnato le dimissioni, causando la caduta dell’amministrazione guidata da Biagio Luongo, insediatasi appena nel 2023. In questo scenario di transizione e incertezza politica, prende posizione Romino Marzullo di Fratelli d’Italia e la cui figura in questi giorni è stata indicata da più parti come possibile candidato sindaco.

«Mi è stato chiesto di guidare un progetto per Campagna. Confermo la mia disponibilità.
Negli ultimi giorni il mio nome è stato indicato da più parti come possibile candidato alla carica di
Sindaco della città di Campagna.
È vero e ne sono onorato!
Anche se un solo cittadino abbia pensato di poter affidare a me la guida della nostra città mi rende
orgoglioso e onorato, e il fatto che siano già centinaia le attestazioni di stima ricevute mi impone
di fare una riflessione chiara.
Si, ho dato la mia disponibilità.
E oggi la confermo con convinzione e onore.
La mia, non è una candidatura costruita a tavolino. Non è un’ambizione personale. È una messa a
disposizione nata da un senso profondo di responsabilità verso la mia città, in un momento
delicato che impone scelte chiare e coraggiose.
Diversi gruppi di cittadini hanno individuato nella mia figura la possibilità di guidare un progetto
capace di unire, dare stabilità e aprire una fase nuova. Se questo appello è arrivato, è perché
Campagna vive da troppo tempo una condizione di immobilismo che non può più essere ignorata.
Una città ricca di storia, identità e opportunità di sviluppo non può restare ferma, non deve! Non
può perdere centralità nello scenario provinciale. Non può continuare a essere imbrigliata in
logiche di personalismi e tifoserie.
I cittadini sono stanchi.
E io, per primo, sono stanco di questo immobilismo, ed esprimo con forza il mio dissenso.
Desidero essere molto chiaro: la mia non è una critica alle persone. Non giudico la dignità
individuale di nessuno. La mia è una critica al metodo.
È il metodo che non funziona più.
È il metodo fondato sugli equilibri, sulle appartenenze, sulla conservazione delle posizioni.
È il metodo che ha trasformato la politica in una contesa tra blocchi contrapposti anziché in uno
strumento di servizio.
Quando un sistema non produce risultati, è doveroso metterlo in discussione.
Io nella vita faccio l’imprenditore.
La mia formazione, la mia esperienza, il mio percorso imprenditoriale mi hanno insegnato una
cosa semplice: contano i risultati.
Nel mondo dell’impresa non esistono alibi infiniti, non esistono giustificazioni permanenti. Si
individuano obiettivi chiari. Si pianifica. Si lavora. Si misura ciò che si è fatto. E se non si
raggiungono i risultati, si cambia rotta.
Oggi non servono tanti giri di parole.
Serve individuare un obiettivo chiaro per Campagna, sviluppo, dignità, modernità, centralità
territoriale e perseguirlo a testa bassa, senza se e senza ma.
L’amministratore non è un privilegiato, ma un servitore della comunità. Il senso del rispetto del
mandato espresso dai cittadini consiste nell’assumersi la responsabilità delle proprie scelte e nel
rispondere dei risultati.
Questo dovrebbe essere normale.
E invece oggi, nella nostra città, la normalità viene percepita come straordinarietà.
Trasparenza vista come evento eccezionale.
Ascolto e/o servizi come concessione.
Programmazione come fatto straordinario.
Rispetto istituzionale come gesto raro.
Campagna ha bisogno di tornare alla normalità, ma a quella che io definisco la straordinaria
normalità: competenza, chiarezza, responsabilità, dignità.
E qui voglio essere altrettanto chiaro: chi si limita a lamentarsi, chi critica ma non è disposto a
mettersi in gioco per cambiare le cose, finisce per essere parte del sistema che contesta.
L’immobilismo non è neutralità.

È una scelta.
E chi sceglie di restare spettatore mentre la città perde pezzi, opportunità e identità diventa, di
fatto, complice di quel meccanismo che dice di non condividere.
Oggi non serve una tifoseria.
Serve una comunità.
Non è più accettabile un sistema basato su centinaia di candidature costruite solo per intercettare
voti familiari, dividere parentele, spezzare amicizie e trasformare il voto in una pressione sociale.
Il voto deve tornare a essere libero, consapevole, rispettato.
Auspico che si abbia il coraggio di rispettare davvero la libertà di scelta dei cittadini. Che si abbia il
coraggio di presentare una squadra che garantisca la massima rappresentanza territoriale e
competenza prima ancora di un programma elettorale. Che si abbia il coraggio di candidarsi con
coerenza, senza moltiplicare nomi al solo scopo di frammentare la comunità.
Il consenso non si costruisce dividendo.
Si costruisce convincendo.
La mia idea è convogliare in un progetto serio e trasparente le migliori energie del paese. Unire
uomini e donne e soprattutto giovani veri e di buona volontà, senza etichette, senza personalismi,
senza logiche di appartenenza rigida. Per lavorare tutti insieme affinché un nuovo metodo e una
nuova classe dirigente possa costruire un futuro diverso e moderno per la nostra città.
Quando un paese è in difficoltà, si crea una catena umana, come dopo un terremoto. Ci si passa le
macerie di mano in mano. Nessuno chiede per chi hai votato, di che religione sei o da dove vieni. Si
lavora insieme per ricostruire.
Campagna oggi ha bisogno di quella catena umana.
Mi rendo disponibile a valutare con serietà questa opportunità, mettendomi al servizio di tutti
coloro che, con competenza e responsabilità civile, vogliano contribuire a una vera ricostruzione
amministrativa e morale.
Se questa disponibilità raccoglierà il consenso necessario per costruire un progetto condiviso,
sarò pronto ad assumermi fino in fondo l’impegno massimo e la serietà che mi contraddistingue.
Se così non fosse, auspico che queste riflessioni possano comunque scuotere le coscienze, perché il
vero tema non è una candidatura, ma il futuro della nostra città.
Campagna non appartiene a pochi.
Appartiene a tutti.
Ed è tempo che ognuno si assuma la propria parte di responsabilità.
»

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