La città di Ancona è stata ufficialmente designata come Capitale italiana della Cultura per il 2028, titolo prestigioso che premia la qualità del progetto culturale presentato e che arriva dopo un intenso percorso di selezione tra diverse candidature italiane. La nomina, inserita nella lista ufficiale delle città designate dal Ministero della Cultura, conferma la scelta di Ancona come protagonista del palcoscenico culturale nazionale per il biennio 2028-2029, consolidando il ruolo del capoluogo marchigiano nel panorama artistico e turistico italiano.
La decisione è stata accolta con entusiasmo dalle autorità e dalle istituzioni locali di Ancona, che nei mesi scorsi avevano presentato un dossier ambizioso, intitolato “Ancona Questo Adesso”, con un programma di iniziative culturali mirate a valorizzare la storia, l’identità e il rapporto tra città e territorio. La candidatura ha puntato su un’offerta culturale ampia e inclusiva, spaziando dall’arte visiva all’archeologia, dal teatro alla musica, con l’obiettivo di rilanciare Ancona anche come meta turistica internazionale.
Per molte delle altre città concorrenti, però, la scelta di Ancona rappresenta una delusione. Tra queste anche la campana Mirabella Eclano, che aveva ottenuto grande attenzione con un progetto di candidatura basato sulla valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico del territorio irpino, puntando sulla cultura come volano di sviluppo locale e coesione sociale. Il dossier presentato da Mirabella Eclano aveva evidenziato risorse archeologiche, testimonianze artistiche e la capacità di costruire percorsi culturali capaci di coinvolgere comunità e visitatori. Nonostante gli sforzi, la città non è riuscita a spuntarla nella fase finale di assegnazione del titolo.
La Capitale italiana della Cultura, istituita dallo Stato per promuovere iniziative culturali di spessore e favorire la crescita socio‑economica attraverso l’arte e la cultura, comporta per la città vincitrice significativi benefici in termini di visibilità, turismo e finanziamenti per eventi e progetti culturali nell’anno di nomina. Ancona succede così, nella lista ufficiale delle capitali italiane della cultura, a Pordenone per il 2027 e segue città come L’Aquila per il 2026 e Agrigento per il 2025.
Nel capoluogo marchigiano l’attesa del titolo ha coinciso con iniziative culturali di grande spessore, come il ciclo di conferenze e gli eventi che hanno animato la città e rafforzato la candidatura stessa, così come la riapertura della Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” e altri progetti di valorizzazione del patrimonio. Queste azioni sono considerate parte integrante del progetto Capitale della Cultura, con l’obiettivo di consolidare l’offerta culturale per residenti e visitatori.
A Mirabella Eclano, pur nella delusione, c’è la volontà di continuare a lavorare sulla cultura come elemento strategico di sviluppo, facendo tesoro dell’esperienza accumulata durante il percorso di candidatura.











