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30 Settembre 2026
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Aree interne, Uncem: in Campania persi 37.500 residenti in 12 anni, la sfida è il ripopolamento

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Aree interne, Uncem: in Campania persi 37.500 residenti in 12 anni, la sfida è il ripopolamento

Circa 37.500 residenti in meno tra il 2011 e il 2023. È il dato che fotografa l’andamento demografico delle sette Aree interne individuate dalla Strategia nazionale per le Aree interne (SNAI) in Campania, passate complessivamente da circa 382.600 a 345.100 abitanti. La riduzione è pari al 9,8%, ma con differenze significative tra i diversi territori.

A riportare l’attenzione sul fenomeno è UNCEM Campania, che evidenzia come alla diminuzione della popolazione si accompagni anche un cambiamento nella sua composizione, con un maggiore peso della componente anziana e una riduzione relativa delle fasce più giovani e della popolazione in età lavorativa.

I dati regionali confermano in particolare il calo del 16,1% nel Fortore, che tra il 2011 e il 2023 ha perso 6.627 residenti. Seguono Alta Irpinia e Cilento Interno, entrambe con una riduzione dell’11,2%; per l’Alta Irpinia il calo è stato di 7.225 residenti, mentre per il Cilento Interno di 5.639. L’Alto Matese ha registrato una diminuzione del 10%.

«Non è soltanto una questione di numeri. È la struttura stessa della popolazione ad essere cambiata: nelle aree interne aumenta il peso degli anziani mentre diminuisce quello delle generazioni più giovani», sottolinea il presidente di UNCEM Campania Enzo Luciano. Secondo Luciano, il problema riguarda quindi anche la capacità dei territori di sostenere la domanda di servizi, dalla scuola alla sanità fino ai trasporti.

Sette aree e 143 Comuni

La Campania ha progressivamente ampliato il perimetro della propria Strategia per le Aree interne. Alle quattro aree della programmazione 2014-2020 – Alta Irpinia, Cilento Interno, Tammaro-Titerno e Vallo di Diano – si sono aggiunte Alto Matese, Fortore e Sele-Tanagro-Alburni.

Le sette aree comprendono complessivamente 143 Comuni. La Regione Campania le individua nell’ambito della programmazione territoriale integrata e, per il ciclo 2021-2027, ha previsto strategie specifiche per ciascun comprensorio.

La SNAI punta a intervenire sulle difficoltà strutturali dei territori caratterizzati da maggiore distanza dai principali servizi, attraverso un doppio percorso: da una parte il rafforzamento dei servizi essenziali, dall’altra la valorizzazione delle risorse locali e la creazione di condizioni favorevoli allo sviluppo.

Sul tavolo 98,5 milioni di euro

Per le sette Aree interne campane sono state programmate 98,5 milioni di euro nell’ambito del PR Campania FESR 2021-2027, attraverso la Priorità 5, Obiettivo specifico 5.2, Azione 5.2.1. La Regione ha previsto anche un meccanismo di premialità collegato all’avanzamento delle strategie.

In particolare, il 20% delle risorse complessive, pari a 19,7 milioni di euro, è accantonato e può essere assegnato alle aree che raggiungeranno determinati obiettivi procedurali. Tra questi è previsto il raggiungimento, entro il 31 dicembre 2026, di almeno il 70% delle obbligazioni giuridicamente vincolanti rispetto alle risorse programmaticamente assegnate.

Il tema dell’attuazione è stato affrontato anche nel tavolo regionale riunitosi a luglio 2026 per verificare lo stato di avanzamento delle strategie e accelerare la realizzazione degli interventi. La Regione ha indicato proprio nel 31 dicembre 2026 la scadenza per il raggiungimento del target del 70%, collegato alla premialità del 20%.

La questione demografica

Il quadro demografico resta dunque uno degli elementi centrali della sfida delle Aree interne. I dati disponibili mostrano una contrazione della popolazione che non riguarda tutti i territori con la stessa intensità, ma che interessa l’insieme delle sette aree.

La questione non riguarda soltanto il numero complessivo degli abitanti. La composizione per età incide sulla domanda e sulla sostenibilità dei servizi locali, oltre che sulla disponibilità di popolazione in età lavorativa.

È su questo punto che UNCEM richiama l’attenzione: la capacità di programmare e spendere le risorse disponibili dovrà misurarsi con una questione più ampia, quella della capacità dei territori di mantenere e attrarre popolazione.

Le risorse della programmazione 2021-2027 rappresentano quindi uno degli strumenti attraverso cui le istituzioni stanno cercando di intervenire. Resta da verificare, nel corso dell’attuazione delle strategie, quanto gli interventi riusciranno a incidere sulle condizioni che determinano lo spopolamento e sulla capacità delle Aree interne campane di diventare nuovamente attrattive per residenti, famiglie e lavoratori.

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