Arresti Comune San Mauro Cilento, presidente Coop. denunciò pressioni da sindaco

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Sono stati posti agli arresti domiciliari il sindaco di San Mauro Cilento, Carlo Pisacane, gli altri sette funzionari e pubblici amministratori del Comune e un imprenditore del Salernitano indagati per concussione, corruzione, abuso d’ufficio, rubata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso ideologico in atto pubblico, nel blitz portato a termine all’alba di ieri, giovedì, dai carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania.
Le indagini condotte dai Carabinieri di Pollica e coordinate dalla procura di Vallo della Lucania sono scattate nel gennaio del 2016 a seguito della denuncia del presidente di una cooperativa del luogo che ha dichiarato di aver subito pressioni da parte del sindaco e del responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di San Mauro Cilento. Le pressioni sarebbero state poste in essere al fine di costringere la donna a rinunciare al servizio di trasporto scolastico, già in precedenza affidato alla cooperativa da lei presieduta, allo scopo di favorire una ditta diversa, a cui l’incarico è stato successivamente assegnato con una procedura illecita di affidamento diretto del servizio.

Le indagini sono state poi estese ad altri settori dell’attività dell’ente, consentendo di disvelare quello che il procuratore Antonio Ricci definisce “un quadro di gestione familistico-clientelare della cosa pubblica attraverso la sistematica violazione delle norme giuridiche che governano la gestione degli appalti e l’assegnazione degli incarichi e dei pubblici servizi”. Oltre al trasporto scolastico, le indagini si sono concentrate sull’affidamento del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, l’acquisto di una macchina operatrice “puliscispiaggia”, l’affidamento del servizio di ludoteca comunale e ulteriori vicende relative alla nomina e all’assunzione di personale tecnico.

Nel caso del’affidamento del servizio di raccolta differenziata, in particolare, al sindaco e a un consigliere comunale viene contestato di aver concordato con l’imprenditore affidatario del servizio modalità, condizioni economiche e termini dell’affidamento del servizio stesso dietro promessa, poi mantenuta, dell’assunzione di personale da parte della ditta affidataria.

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