Ascea è a un passo da un traguardo storico sul fronte della tutela ambientale. La raccolta differenziata ha infatti raggiunto il 77%, un risultato che il sindaco Stefano Sansone definisce “straordinario”, soprattutto per una località a forte vocazione turistica. Un dato che, sottolinea il primo cittadino, non rappresenta soltanto una percentuale, ma il segno tangibile di una comunità attenta, responsabile e legata al proprio territorio.
L’obiettivo fissato dall’amministrazione comunale è chiaro: arrivare all’80% entro il 2026. Un traguardo ambizioso ma realistico, che però richiede l’impegno di tutti. “Non basta il senso civico della stragrande maggioranza dei cittadini – spiega Sansone – serve fermezza verso quella piccolissima parte che continua a comportarsi come se Ascea fosse una terra di nessuno”.
Proprio in quest’ottica, nei giorni scorsi sono stati individuati e sanzionati dieci trasgressori grazie all’uso delle fototrappole. Un’operazione condotta dall’assessore Filippo Dragone insieme alla Polizia Locale, guidata dal comandante Massimiliano Falcone. Un’azione repressiva che il sindaco rivendica con chiarezza: “Le multe non servono a fare cassa, ma a fare giustizia e a rendere Ascea più pulita”.
Il tema della legalità, per l’amministrazione, è centrale e va oltre la gestione dei rifiuti. Sansone annuncia infatti un atteggiamento di assoluta intransigenza anche sul fronte degli affitti in nero. Monitorare chi soggiorna sul territorio comunale, spiega, è fondamentale non solo per la sicurezza e il decoro, ma anche per garantire che tutti, residenti e turisti, rispettino le regole della comunità, compresa la corretta gestione dei rifiuti.
“Sanzionare chi sbaglia è un atto dovuto – conclude il sindaco – per difendere i sacrifici delle migliaia di famiglie asceote che ogni giorno fanno il proprio dovere. Non permetteremo a pochi incivili di vanificare il lavoro di un’intera comunità”.
La “rivoluzione” di Ascea, nelle parole del suo primo cittadino, è fatta di “normalità: un paese pulito, trasparente e rispettoso delle regole”. Una normalità da difendere “senza sconti”.


