5 Gennaio 2026

Attenzione all’uso delle tecnologie: la dashcam può creare problemi?

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Attenzione all’uso delle tecnologie: la dashcam può creare problemi?

L’avvocato Simone Labonia ci spiega come sia indispensabile una costante attenzione, per non incorrere in ipotesi di reato, usando le nuove tecnologie.

L’utilizzo delle dashcam è sempre più diffuso: piccoli dispositivi installati sui veicoli che registrano in modo continuo ciò che accade durante la guida. Nate con finalità di tutela del conducente – soprattutto in caso di sinistri o contestazioni, le dashcam pongono tuttavia rilevanti problemi giuridici quando le immagini vengono utilizzate in modo non corretto. Il punto critico non è tanto la registrazione in sé, quanto la successiva gestione e diffusione dei filmati.

Dal punto di vista penale, la prima ipotesi di reato che può configurarsi è quella di illecito trattamento di dati personali (art. 167 Codice Privacy), quando le immagini vengono diffuse senza il consenso degli interessati e in assenza di una base giuridica lecita. Le targhe, i volti, i comportamenti alla guida sono tutti dati personali, e la loro pubblicazione, ad esempio sui social network, può integrare una condotta penalmente rilevante se produce un danno all’interessato.

Non va poi sottovalutato il rischio di diffamazione (art. 595 c.p.). Pubblicare un video ripreso dalla dashcam accompagnandolo con commenti offensivi, ironici o accusatori nei confronti di altri utenti della strada può ledere la reputazione altrui. La giurisprudenza è chiara: anche un filmato reale, se presentato in modo suggestivo o denigratorio, può diventare strumento diffamatorio.

Ulteriore profilo critico riguarda l’ipotesi di interferenze illecite nella vita privata (art. 615-bis c.p.). Sebbene la strada pubblica non sia, di regola, luogo di privata dimora, alcune riprese possono comunque invadere sfere di riservatezza tutelate, specie se effettuate in modo sistematico, insistente o con finalità diverse dalla mera documentazione di un evento stradale.

Diverso è il discorso sull’uso delle immagini a fini difensivi. La giurisprudenza ammette la produzione dei filmati in sede giudiziaria, purché pertinenti, non manipolati e limitati allo stretto necessario. In questo caso prevale il diritto di difesa rispetto alla riservatezza, ma ciò non legittima una diffusione indiscriminata.

In buona sostanza, la dashcam non è uno strumento “senza regole”. Registrare può essere lecito, ma diffondere impropriamente le immagini espone a responsabilità penali e civili. Il confine tra tutela e violazione è sottile: conoscere i limiti giuridici è essenziale per evitare che un mezzo di protezione si trasformi in fonte di guai giudiziari.

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