La transizione verso la mobilità elettrica in Italia è un fenomeno in pieno svolgimento, segnato da progressi evidenti ma anche da ostacoli rilevanti che ne rallentano la diffusione su larga scala. Nel corso del 2025 si sono registrati segnali positivi di crescita nella vendita di auto elettriche (EV), ma il Paese resta ancora indietro rispetto ad altri mercati europei, con tassi di penetrazione più contenuti e infrastrutture da potenziare.
Le statistiche ufficiali riflettono un mercato in espansione. Nel corso del 2025 le immatricolazioni di veicoli elettrici a batteria (BEV) in Italia sono aumentate in modo significativo rispetto all’anno precedente: secondo l’European Alternative Fuels Observatory, le vendite di BEV hanno registrato una forte ripresa, mentre quelle di veicoli plug‑in hybrid (PHEV) hanno mostrato una dinamica di crescita, portando complessivamente i veicoli ricaricabili a rappresentare oltre il 12 % delle nuove registrazioni in alcune fasi dell’anno. Questa accelerazione è stata sostenuta da una domanda crescente, una maggiore disponibilità di modelli e incentivi economici mirati.
Tuttavia, nonostante il balzo percentuale, l’Italia rimane al di sotto della media europea per quota di mercato delle auto elettriche. Nel primo semestre del 2025, ad esempio, la penetrazione delle BEV si è attestata poco oltre il 5 % delle nuove immatricolazioni, un livello inferiore rispetto a paesi come Francia, Germania o Regno Unito, dove l’elettrico ha raggiunto quote ben più elevate. Questo dato evidenzia come, pur crescendo, l’adozione dell’elettrico nel nostro Paese sia ancora in una fase di consolidamento e richieda ulteriori stimoli per colmare il divario con il resto dell’Unione Europea.
Una componente fondamentale per l’adozione dell’elettrico riguarda le infrastrutture di ricarica, la cui espansione è percepita come un prerequisito essenziale per la diffusione sostenuta dei veicoli elettrici. L’Italia ha fatto passi avanti in questo campo: alla fine del 2024 e all’inizio del 2025 il numero di punti di ricarica pubblica ha superato ampiamente le 60 000 unità, con una crescita significativa rispetto agli anni precedenti. Inoltre, la distribuzione delle colonnine sta migliorando, portando copertura anche in zone meno servite del Paese, sebbene permangano significative disparità tra Nord, Centro e Sud.
Nonostante questi sviluppi, gli esperti sottolineano che la rete di ricarica deve ancora essere rafforzata per rispondere pienamente alle esigenze di una massa critica di automobilisti. Le principali criticità riguardano la densità dei punti di ricarica ultra‑veloce lungo le principali arterie autostradali e l’omogeneità territoriale: zone più periferiche e regioni meridionali restano ancora meno servite rispetto al Nord, dove la diffusione di infrastrutture è più consolidata.
Il quadro italiano è inoltre influenzato da politiche e incentivi. Il governo ha varato programmi di sussidi per sostenere l’acquisto di auto elettriche, con bonus rilevanti per privati e imprese che demoliscono veicoli a combustione più datati in favore di EV più puliti. Questi incentivi hanno l’obiettivo di accelerare la transizione e ridurre le emissioni atmosferiche nelle aree urbane più congestionate e inquinate, ma la loro efficacia dipende dall’adeguatezza e continuità delle misure nel tempo.
In conclusione, la mobilità elettrica in Italia sta vivendo una fase di crescita reale, caratterizzata da numeri in aumento e da un’espansione delle infrastrutture di ricarica. Tuttavia, il percorso verso una transizione completa è ancora lungo: permangono sfide legate alla copertura infrastrutturale, al divario con altri mercati europei e alla necessità di sistemi di incentivo stabili e mirati. Per fare dell’Italia un mercato pienamente protagonista della rivoluzione elettrica, sarà fondamentale continuare a investire in infrastrutture, modelli accessibili e politiche coerenti nel medio‑lungo termine.











