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Camerota: incontro studio sulla Cappella di San Vito, antico luogo di culto scavato nella roccia

di Marianna Vallone

Sabato 13 novembre, alle ore 9:30, presso il convento dei frati cappuccini di Camerota, si terrà un importante incontro dedicato alla tutela e messa in sicurezza della cappella di San Vito, antico luogo di culto scavato nella roccia e sito di notevole interesse culturale.

Il sito ha bisogno di urgente tutela e messa in sicurezza in quanto sia gli agenti atmosferici che la presenza antropica rischiano di cancellare quello che potrebbe essere il più antico monumento di Camerota. Per questo motivo, partendo da una serie di post su Facebook, seguiti da un incontro operativo, Remigio Cammarano e Michael Schano, affiancati da Sofia Calicchio dell’associazione “Terra e Mare”, Severino Calicchio dell’associazione BookCrossing, Luigi Del Gaudio e Raffaele Galato della “Pro Loco Camerota”, hanno pensato di organizzare l’Incontro di Studio, che, coordinato dall’architetto Remigio Cammarano, e presenziato da studiosi, professionisti e rappresentanti di istituzioni pubbliche e private, potrà suggerire le prime azioni da mettere in campo per la salvaguardia del sito e dare indicazioni anche riguardo alla grotta eremitica di San Biagio, presente a poca distanza.

«L’Incontro di Studio nasce dalla volontà di tutelare il sito in località San Vito il quale, fino a qualche anno fa, nella tradizione popolare, era ritenuto una “cella di penitenza” dei monaci del sovrastante Convento dei Cappuccini e che, invece, negli ultimissimi anni, grazie anche alle attente e appassionate ricerche portate avanti dal medievalista Michael Schano e dall’attenzione dell’architetto Remigio Cammarano e di altri studiosi, è risultato essere qualcosa di molto più importante ed antico, probabilmente una cappella rupestre che potrebbe risalire addirittura all’epoca eremitica (IX-XI sec.)».

All’incontro parteciperanno don Gianni Citro, Mario Scarpitta (sindaco di Camerota), Teresa Esposito (assessore alla cultura), Amodio Agresta (geologo), Angelo D’Angiolillo (archeologo), Aniello Aloia (geologo) Domingo D’Avenia (geologo), Elena Santoro (archeologo), Elio De Magistris (archeologo), Enrico Ragni (architetto), Ernesto Bianco (archeologo), Fausto Martino (architetto), Gino Scarpa (architetto), Giovanna Baldo (archeologa), Giuseppe Di Vietri (avvocato), Innocenzo Bortone (architetto), Lucia Cariello (archeologa), Luigi Leuzzi (medico), Maria Rosaria Marchionibus (storica dell’arte), Michael Shano (medievista), Pantaleo De Marco (psicologo), Rachele Botti (storica dell’arte), Rosanna Alaggio (medievista), Vincenzo Chiera (geologo), Marina Falla Castelfranchi (storica arte bizantina) e Vera Von Falkenhausen (storica medievista).

PROGRAMMA– Sopralluogo degli esperti sul sito
– Illustrazione e consegna materiale documentario disponibile
– Discussione ed elaborazione delle prime misure di protezione
– Costituzione del gruppo operativo per la prosecuzione dell’attività di tutela
– Coffee Break con degustazione di prodotti del territorio
– Nel pomeriggio, visita guidata alla cappella rupestre di San Biagio

©Riproduzione riservata




A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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