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18 Marzo 2026
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Campania, la nuova meta: il rugby riparte da Napoli e dalle donne”

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Campania, la nuova meta: il rugby riparte da Napoli e dalle donne”

Tutto parte dalla Partenope Rugby, la vera icona del rugby campano e, più in generale, del Mezzogiorno. Fondata nei primi anni ’50, la Partenope riuscì in un’impresa che ancora oggi ha un valore enorme: vincere due scudetti consecutivi nel 1965 e nel 1966. In un’epoca dominata dalle squadre del Nord, Napoli si impose come capitale inattesa della palla ovale italiana.

Quei successi non furono episodici. La Partenope costruì un sistema solido, vincente anche nei settori giovanili, diventando un modello sportivo e culturale. Per chi racconta il rugby, rappresenta il “mito fondativo”: la prova che anche al Sud si poteva competere e vincere ai massimi livelli. Dopo quella stagione irripetibile, il movimento campano ha attraversato fasi più complesse, ma senza mai spegnersi. A tenere viva la fiamma è stata soprattutto la base, incarnata da realtà come la Amatori Napoli Rugby. Nata nel 1999 dalle ceneri del CUS Napoli, questa società ha rappresentato per anni il cuore pulsante del rugby cittadino.Il campo di Bagnoli, nell’area dell’ex base NATO, è diventato un simbolo: non solo un luogo di allenamento, ma un punto di incontro tra sport, università e territorio. Qui il rugby è tornato ad essere comunità, formazione, inclusione. È da questo tessuto che il movimento ha iniziato lentamente a ricostruirsi. Oggi, però, la vera storia da raccontare è quella della Neapolis Rugby Femminile Team Campania Felix. Nata nel 2023 dalla collaborazione tra diverse realtà del territorio, questa squadra è diventata in pochissimo tempo la punta di diamante del rugby campano.

La promozione in Serie A Élite, la massima categoria nazionale, segna un passaggio storico: per la prima volta dopo decenni, una realtà campana torna a competere stabilmente ai vertici del rugby italiano. Ma soprattutto, lo fa attraverso un progetto moderno, inclusivo e sostenibile. È la dimostrazione che il futuro del rugby nel Sud può essere costruito con nuove idee e nuove energie. Accanto a Napoli, il rugby campano vive anche nelle realtà di provincia, come la Wasps Stabia Rugby di Castellammare di Stabia. Fondata nel 2006, rappresenta uno degli esempi più significativi di diffusione territoriale della disciplina.Pur militando nei campionati minori, il suo lavoro sul settore giovanile è fondamentale: è qui che si costruisce il futuro del movimento, lontano dai riflettori ma vicino alle comunità locali. Raccontare il rugby in Campania significa quindi tenere insieme tre dimensioni: la grandezza del passato, con la Partenope capace di conquistare l’Italia negli anni ’60; la resistenza e il lavoro quotidiano delle realtà di base come Amatori Napoli; e infine la rinascita contemporanea, incarnata soprattutto dal rugby femminile con la Neapolis.Napoli resta il centro nevralgico di questo movimento, ma la vera forza è nella rete di club, progetti e persone che continuano a credere nella palla ovale. Il rugby campano non ha mai avuto la continuità dei grandi poli del Nord, ma ha sempre avuto qualcosa di più difficile da costruire: identità.Ed è proprio da questa identità che oggi riparte, con nuove ambizioni e una storia ancora tutta da scrivere.

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