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5 Marzo 2026
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Cani e deiezioni in strada: cosa prevede la legge per i proprietari

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Cani e deiezioni in strada: cosa prevede la legge per i proprietari

In Italia i proprietari di cani hanno precisi obblighi quando portano a spasso i propri animali, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle deiezioni nei luoghi pubblici. La normativa nasce con l’obiettivo di tutelare igiene urbana, salute pubblica e decoro delle città.

Il principio generale è stabilito da norme nazionali e da regolamenti comunali: il proprietario o chi conduce il cane è responsabile della raccolta immediata delle feci lasciate dall’animale in strada o in qualsiasi spazio pubblico.

La base normativa deriva dalle disposizioni sulla tutela degli animali e della salute pubblica contenute nelle ordinanze del Ministero della Salute sulla gestione degli animali d’affezione, integrate poi da regolamenti locali dei Comuni. In sostanza, chi porta a passeggio il cane deve essere sempre munito di strumenti per la raccolta, come sacchetti o palette.

Se il cane defeca su marciapiedi, piazze, giardini pubblici o altre aree urbane, il conduttore è tenuto a rimuovere subito le deiezioni e smaltirle negli appositi contenitori dei rifiuti. In molte città è inoltre previsto l’obbligo di portare con sé i sacchetti, anche quando l’animale non ha ancora sporcato.

Le sanzioni per chi non raccoglie gli escrementi sono stabilite dai regolamenti comunali e variano da città a città, ma generalmente si collocano tra circa 50 e 500 euro.
I controlli possono essere effettuati dalla polizia municipale o da altri organi di vigilanza urbana.

Negli ultimi anni alcune amministrazioni locali hanno sperimentato strumenti più avanzati per contrastare il fenomeno. In alcune aree del Nord Italia, ad esempio nella provincia di Bolzano, è stato introdotto un sistema di registrazione del DNA dei cani, che permette di risalire al proprietario analizzando le feci abbandonate e applicare la multa. Le sanzioni in questi casi possono arrivare fino a 500 euro per chi non raccoglie le deiezioni.

Oltre alla raccolta delle feci, alcuni regolamenti comunali prevedono anche l’obbligo di pulire con acqua l’urina del cane, soprattutto su marciapiedi o davanti a edifici e negozi, per evitare cattivi odori e degrado urbano.

Gli esperti di diritto amministrativo ricordano che la responsabilità ricade sempre sul proprietario o su chi conduce l’animale in quel momento, anche se il cane appartiene a un’altra persona. L’obiettivo delle norme non è limitare la presenza degli animali nelle città, ma garantire la convivenza tra cittadini, animali e spazi pubblici.

In Italia, dove i cani registrati superano ormai i milioni di esemplari, la corretta gestione delle deiezioni rappresenta dunque un obbligo legale ma anche una regola fondamentale di civiltà urbana.

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