4 Febbraio 2026

Cappottini sì o no? Quando proteggere un animale diventa (quasi) un errore

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Cappottini sì o no? Quando proteggere un animale diventa (quasi) un errore

Con l’arrivo dell’inverno torna puntuale una delle discussioni più accese tra proprietari di animali: il cappottino per cani è una reale necessità o solo una moda? Tra vetrine piene di giubbotti imbottiti e social invasi da immagini di cani “fashion”, il confine tra attenzione alla salute e antropomorfizzazione degli animali diventa sempre più sottile.

Gli esperti chiariscono che non tutti i cani hanno bisogno di essere coperti. Le razze nordiche o dotate di un folto sottopelo, come husky, malamute o pastori, sono naturalmente predisposte a sopportare basse temperature. Per loro, l’uso del cappottino può risultare non solo inutile ma persino controproducente, alterando la naturale termoregolazione corporea. Diverso il discorso per cani di piccola taglia, a pelo corto o anziani, che possono soffrire maggiormente il freddo, soprattutto durante passeggiate prolungate.

A fare la differenza, però, non è sempre la temperatura. In molte zone d’Italia, specie al Sud, è l’umidità a rappresentare il vero nemico per la salute degli animali. Pioggia, vento e asfalto bagnato aumentano la dispersione di calore e possono favorire raffreddamenti, dolori articolari e patologie respiratorie. In questi casi, un cappottino impermeabile e traspirante può essere utile, più per proteggere dall’umidità che dal freddo in senso stretto.

Il rischio nasce quando il cappottino diventa un accessorio indossato in modo indiscriminato. Un animale che corre, gioca o compie sforzi fisici può surriscaldarsi rapidamente, con conseguenze che vanno dal semplice disagio a veri e propri colpi di calore, anche in inverno. Inoltre, materiali sintetici non traspiranti o capi troppo stretti possono causare irritazioni cutanee e stress.

Il dibattito resta aperto anche sul piano culturale. Per alcuni il cappottino è una forma di cura, per altri un simbolo di eccessiva umanizzazione degli animali. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo: non si tratta di seguire una moda, ma di osservare il proprio animale, valutarne razza, età, condizioni di salute e ambiente in cui vive.

Proteggere un animale, dunque, non significa automaticamente coprirlo. A volte il miglior gesto è lasciarlo libero di sfruttare i suoi meccanismi naturali, intervenendo solo quando davvero necessario. In inverno, più che un cappottino alla moda, servono buon senso, attenzione e rispetto per la natura dell’animale.

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