Nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, la primavera e l’estate sono le stagioni ideali per riscoprire uno dei tratti più suggestivi della Campania: la costa cilentana, dove sentieri panoramici, borghi storici e aree naturalistiche si intrecciano in un paesaggio riconosciuto anche come Patrimonio UNESCO.
Tra gli itinerari più significativi per il turismo lento si colloca l’area compresa tra il borgo di Castellabate, il promontorio di Punta Licosa e le frazioni costiere che guardano il Mar Tirreno. Qui il territorio conserva ancora un equilibrio tra ambiente naturale e presenza umana, con tratti di macchia mediterranea, scogliere e piccole baie che rappresentano uno degli elementi più caratteristici del Parco.
Castellabate è uno dei centri storici più noti del Cilento. Il suo nucleo medievale, arroccato a circa 280 metri di altitudine, conserva ancora oggi la struttura originaria fatta di vicoli stretti, archi e piazzette panoramiche che dominano il Golfo di Salerno. Dal borgo si diramano sentieri che conducono verso la costa, attraversando aree di macchia mediterranea dove lecci, mirti ed eriche caratterizzano il paesaggio.
Uno dei punti naturalistici più rilevanti dell’area è Punta Licosa, legata alla tradizione mitologica delle sirene e oggi area marina protetta. Il promontorio è un esempio di ecosistema costiero mediterraneo ben conservato, dove la vegetazione si alterna a tratti rocciosi e fondali marini di grande interesse biologico. La presenza di praterie di posidonia oceanica, fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema marino, contribuisce al valore ambientale dell’area.
L’intero territorio rientra nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, istituito nel 1991 e riconosciuto come Riserva della Biosfera UNESCO. Il Parco è noto per la sua forte biodiversità, dovuta alla presenza di ambienti che spaziano dal livello del mare fino alle aree montane interne, creando una notevole varietà di habitat naturali.











