28 Gennaio 2026

Come diventare volontario nei rifugi per animali in Italia: guida pratica

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Come diventare volontario nei rifugi per animali in Italia: guida pratica

Diventare volontario in un rifugio per animali significa offrire sostegno concreto a cani, gatti e altri animali domestici in difficoltà, migliorandone la qualità della vita e contribuendo alla comunità. In Italia, i rifugi accolgono animali abbandonati o maltrattati e il lavoro dei volontari rappresenta una componente essenziale del loro funzionamento quotidiano. Oltre a garantire cure e attenzioni agli animali, il volontariato diffonde la cultura della tutela animale e sostiene campagne di adozione responsabile. Secondo dati dell’ENPA, oltre 1.200 strutture in Italia ricevono ogni anno il contributo determinante dei volontari.

Come iniziare: i primi passi

Per intraprendere questa esperienza è fondamentale individuare un rifugio vicino o un’associazione animalista. Portali nazionali come ENPA, OIPA e Lega Nazionale per la Difesa del Cane permettono di trovare strutture attive in ogni regione, dalla Campania al Nord Italia. Il contatto iniziale avviene solitamente via email o telefono e spesso prevede un colloquio conoscitivo, necessario a comprendere motivazioni, disponibilità e aspettative del volontario.

Una volta accettati, la maggior parte dei rifugi offre un periodo di affiancamento durante il quale il volontario apprende le pratiche di sicurezza, la gestione degli animali e le modalità di cura quotidiana. Questo percorso formativo è fondamentale per garantire sicurezza sia per gli animali sia per chi decide di dedicarsi a questa attività.

La vita quotidiana del volontario

Il lavoro in un rifugio è vario e può comprendere la cura diretta degli animali, come la somministrazione del cibo, la pulizia degli spazi e le passeggiate dei cani. Tuttavia, il volontario non si limita alle attività pratiche: molte strutture richiedono supporto nella gestione amministrativa, nell’organizzazione di eventi e campagne di adozione, nella comunicazione e sensibilizzazione della comunità.

L’interazione con gli animali richiede pazienza, attenzione e rispetto dei loro tempi, soprattutto quando si tratta di animali traumatizzati o diffidenti. Il volontariato rappresenta quindi un’occasione non solo di aiuto concreto, ma anche di crescita personale e formazione continua, arricchendo chi decide di dedicarsi a questa attività con competenze relazionali, organizzative e comportamentali.

Volontariato digitale e remoto

Negli ultimi anni, molte associazioni hanno creato opportunità di volontariato digitale. È possibile contribuire da casa gestendo pagine social, campagne di raccolta fondi o contenuti informativi e formativi. Questo permette anche a chi ha limitazioni di tempo o di spostamento di partecipare attivamente, amplificando l’impatto del proprio supporto.

I benefici del volontariato per la comunità e per se stessi

Oltre all’impatto positivo sugli animali, il volontariato offre vantaggi significativi a chi lo pratica. Favorisce il benessere psicologico, riduce lo stress e aumenta la soddisfazione personale. Permette di costruire relazioni sociali con persone che condividono la stessa passione, oltre a offrire esperienze formative utili in ambito professionale. Studi condotti dalla University of Exeter dimostrano che il contatto regolare con animali durante attività di volontariato aumenta il senso di appartenenza e la resilienza emotiva.

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