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17 Marzo 2026
17 Marzo 2026

Come riconoscere contenuti generati dall’intelligenza artificiale e difendersi dalla disinformazione online

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Come riconoscere contenuti generati dall’intelligenza artificiale e difendersi dalla disinformazione online

Con l’avanzare delle tecnologie di intelligenza artificiale (IA) generativa, la quantità di contenuti digitali sintetici – testi, immagini, video e audio – è cresciuta in modo esponenziale, rendendo più difficile distinguere tra realtà e manipolazione. Esperti di comunicazione digitale e sicurezza invitano a sviluppare strumenti critici e abitudini di verifica per proteggersi dalla disinformazione. 

I rischi della diffusione dell’IA

L’IA può creare contenuti che appaiono altamente realistici, ma che non corrispondono a fatti o persone reali. Questi contenuti possono essere usati per diffondere notizie false, amplificare narrazioni manipolative o creare profili falsi sui social media. 

Secondo analisi indipendenti, alcuni sistemi di generazione automatica di testo possono produrre informazioni errate o non verificate in oltre un caso su tre, anche quando simulano argomentazioni complesse. 

Segnali per riconoscere contenuti generati o manipolati

1. Controllo delle fonti e verifica incrociata

Verificare che le informazioni provengano da fonti affidabili e riconosciute è un primo passo fondamentale. Quando una notizia o un’immagine non riportano link a testate ufficiali o siti istituzionali, è opportuno dubitare della loro autenticità. 

2. Analisi dei segnali visivi

Immagini e video generati da IA possono presentare dettagli inconsisten­ti: proporzioni innaturali, glitch visivi, ombre o riflessi dubbiosi, o elementi ripetuti in modo innaturale nello sfondo. 

3. Linguaggio e contenuto testuale

I testi generati dall’IA talvolta usano formulazioni troppo generiche, schema­tiche o ripetitive, e possono includere informazioni non coerenti o prive di riferimento contestuale. 

4. Mancanza di dati verificabili

Notizie che non permettono di risalire a dati specifici (date, luoghi, conferme da fonti indipendenti) dovrebbero essere trattate con cautela. 

Strumenti e tecnologie di verifica

Alcune piattaforme e app offrono strumenti per aiutare gli utenti a identificare se immagini o video sono stati creati o alterati tramite IA. Ad esempio, alcune app consentono di caricare il materiale per scannerizzarlo alla ricerca di watermark o indizi tecnici di generazione artificiale. 

Inoltre, standard come il C2PA (Content Provenance and Authenticity) mirano a inserire metadati invisibili che attestano l’origine di un contenuto, anche se l’adozione di tali tecnologie da parte delle piattaforme non è ancora uniforme. 

Il ruolo dell’educazione digitale

La diffusione di fake news e deepfake alimenta diffidenza e può avere impatti significativi in ambiti sensibili come crisi internazionali e campagne elettorali. Esperti sottolineano l’importanza di un’educazione digitale di base, che insegni agli utenti a fermarsi, riflettere e verificare prima di condividere contenuti sospetti. 

Consigli di comportamento quotidiano

Non condividere immediatamente contenuti che suscitano forte emozione senza verificarne l’origine.  Consultare testate giornalistiche autorevoli o agenzie di fact‑checking per conferme.  Utilizzare strumenti di controllo e verifiche visive o di testo messi a disposizione dai principali motori di ricerca o applicazioni dedicate. 

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