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12 Marzo 2026
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Da Ai‑Da a Emi Kusano, gli artisti che esplorano l’intelligenza artificiale in mostra nel mondo

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Da Ai‑Da a Emi Kusano, gli artisti che esplorano l’intelligenza artificiale in mostra nel mondo

L’intelligenza artificiale sta ridefinendo il linguaggio dell’arte contemporanea, affiancando alla creatività umana nuove possibilità espressive. Artisti di fama internazionale e progetti espositivi negli spazi più prestigiosi raccontano come l’IA si stia integrando nei processi creativi, mettendo in discussione definizioni tradizionali di autore e opera.

Tra i casi più noti figura Ai‑Da Robot, considerata la prima artista robot ultra‑realistica al mondo capace di generare opere d’arte grazie a complessi algoritmi di intelligenza artificiale. Ai‑Da, progettata dal team di Engineered Arts e dall’Università di Oxford, utilizza sensori, visione artificiale e modelli AI per dipingere e disegnare, trasformando input visivi e dati in lavori esposti internazionalmente. Nel 2025, sue opere create con tecniche algoritmiche sono state presentate come parte del summit “AI for Good” a Ginevra e includono ritratti – come Algorithm King – generati analizzando fotografie con modelli di intelligenza artificiale prima trasformati in dipinti su tela.

Un altro nome emergente è Emi Kusano, artista giapponese il cui lavoro combina arte digitale, performance e tecnologia. Kusano ha utilizzato l’intelligenza artificiale in installazioni e opere esposte in importanti istituzioni internazionali come il 21st Century Museum of Contemporary Art di Kanazawa, il Museum of Contemporary Art Tokyo e la Saatchi Gallery di Londra. In collaborazione con realtà come Christie’s a New York e Gucci, ha presentato anche un abito 3D generato dall’IA, unendo estetica retro‑futuristica e algoritmi di apprendimento automatico.

Opere che esplorano l’interazione tra corpo, macchina e immaginazione sono presenti anche nelle mostre collettive come Inanimate, presentata nel 2025 alla Hundred Years Gallery di Londra. Curata per riflettere sul confine tra umano e non umano in un’epoca dominata da sistemi tecnologici e dati, la rassegna includeva lavori multimedia di artisti che integrano la tecnologia digitale nei loro processi creativi, evidenziando come il rapporto tra IA e arte possa assumere forme narrative e concettuali profonde.

L’uso dell’intelligenza artificiale sta inoltre ispirando percorsi espositivi originali in Italia: ad Udine, una mostra basata sul lavoro di Giacomo Urban, fotografo e videomaker che dal 2022 sperimenta con l’IA per creare immagini di forte impatto visivo e riflessioni sul tema della “forza della fragilità”, ha portato nei musei regionali opere generate con l’ausilio di modelli intelligenti.

Questi progetti, e molti altri nel panorama internazionale, mostrano come l’intelligenza artificiale non sia più un semplice strumento tecnico, ma un elemento che può espandere i confini dell’espressione artistica: dai robot pittori alle creazioni digitali immersive pensate da artisti umani, l’IA contribuisce a un dialogo globale tra tecnologia, estetica e significato culturale, ponendo nuove domande su cosa significhi creare e percepire l’arte nel XXI secolo.

Foto: https://www.digitaltrends.com/computing/an-ai-robots-artwork-just-auctioned-for-more-than-1-million/

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