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2 Aprile 2026
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Dal Saharawi al Padel village di Agropoli, gara di solidarietà per i “piccoli ambasciatori di pace”

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Dal Saharawi al Padel village di Agropoli, gara di solidarietà per i “piccoli ambasciatori di pace”

Il “Tennis e Padel village” di Agropoli, martedì, ha ospitato un gruppo di bambini del Saharawi, i loro accompagnatori e i volontari dell’associazione “Piccoli ambasciatori di pace Odv” di Agropoli, che dal 2005 si impegna per accogliere ed ospitare questi minori sul territorio cilentano promuovendo una gara di solidarietà e di impegno per il popolo Saharawi.

I bimbi hanno avuto la possibilità di divertirsi giocando a padel con il maestro Andrea Grompone, per poi gustare una gioiosa merenda gentilmente offerta a tutti da Gusto Panorama Bar.

«È stato bellissimo vedere i sorrisi dei piccoli – spiegano Guido Cerruti, Pasquale e Raffaele Lopardi, Giovanni Salzano, che gestiscono il Padel Village – Mentre assistiamo ad una guerra alle porte dell’Europa, è più che mai rilevante ricordare la lotta pacifica del popolo Saharawi per un diritto fondamentale, quello all’autodeterminazione, che continua ad essergli negato. Ci auguriamo che queste bambine e questi bambini possano finalmente vederlo riconosciuto molto presto».

Accogliere questi minori significa sottrarli al caldo terribile dei mesi estivi nel deserto algerino, garantire loro un’alimentazione più sana, le cure mediche e gli accertamenti sanitari che nei campi profughi non sono possibili, vivendo un’esperienza arricchente sia per i bambini che per la città di Agropoli, attraverso il coinvolgimento di associazioni, volontari e volontarie che si rendono disponibili, imprenditori che offrono i loro contributi.

Sono chiamati “piccoli ambasciatori di pace” perché la loro presenza offre l’occasione di far conoscere la loro cultura e le loro tradizioni, ma rappresenta anche la testimonianza-denuncia di un popolo che dal 1975 è costretto a vivere in esilio, nei campi profughi del deserto del Tindouf, in una situazione che si fa ogni giorno più drammatica per le continue violazioni dei diritti umani.

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